Ricordare per vivere in pace
Il 10 febbraio 1947, l’Italia davanti alle potenze vincitrici e associate firmò il trattato di pace che chiuse il proprio coinvolgimento nella seconda guerra mondiale. Fu un documento duro.
Il Carnevale italianoLe sue tradizioni |
Il Carnevale italianoTra storia e sovversione |
Italian CarnivalThe Viareggio Carnival |
Il Carnevale in ItaliaIl Carnevale di Venezia |
Il Carnevale italianoUna volta l’anno è lecito impazzire! |
Il 10 febbraio 1947, l’Italia davanti alle potenze vincitrici e associate firmò il trattato di pace che chiuse il proprio coinvolgimento nella seconda guerra mondiale. Fu un documento duro.
Filippo Salvatore pubblica in anteprima un trittico poetico scritto dopo la sua visita in Istria durante l’estate del 2007. Ai morti ed ai vivi sparsi per il mondo della Venezia Giulia e della Dalmazia vadano il nostro solidale ricordo e la nostra testimonianza d’amore.
Dal 2005 il 10 febbraio lo Stato italiano commemora un tragico evento, a lungo rimosso dalla memoria collettiva alla fine della seconda guerra mondiale: il massacro delle foibe e l’esodo dei giuliano-dalmati dalla loro terra. Intervengono Claudio Antonelli, istriano di Pisino che ha vissuto di persona gli avvenimenti, il docente universitario triestino Stefano Pilotto e Filippo Salvatore che pubblica in anteprima un trittico poetico scritto dopo la sua visita in Istria durante l’estate del 2007. Ai morti ed ai vivi sparsi per il mondo della Venezia Giulia e della Dalmazia vadano il nostro solidale ricordo e la nostra testimonianza d’amore.
90-year-old Pierre Petrucci has a story to tell. It’s an important story; one that fits into Montreal’s historical puzzle like Mile End smoked meat and bagels. Yet, the mention of his family is now unfortunately a mere footnote in the account of Catholic Quebec’s one-time prominence. In its heyday, Petrucci & Carli was the largest producer of religious art in Canada. The interiors of Catholic Churches throughout the country would not have nearly been as striking if not for their special Tuscan touch.
Surtout reconnu pour ses ouvrages religieux, l’artiste décorateur et maître-verrier d’origine italienne Guido Nincheri (1885-1973) a aussi légué aux Montréalais un riche héritage profane. Vitrine unique d’un patrimoine méconnu, le Musée du Château Dufresne abrite la plus belle œuvre profane de cet artiste d’exception. Le musée lui a d’ailleurs consacré en 2010 une exposition réinterprétant les oeuvres murales et les vitraux du Château Dufresne. En plus d’explorer le décor permanent du musée, les visiteurs ont eu l’occasion de contempler 50 œuvres inédites de l’artiste présentées en primeur pour l’occasion.
For years, Jean-Claude Lussier has wandered down the alleys, docks, campielli and palazzi of Venice during the time of the Carnival. Behind the painted faces and costumes of the Venice Carnival, he searches for the soul of this event, brought to life by those who themselves bring life to this fabled event.
Si dice Carnevale e si pensa a Venezia. Non perchè quello di Venezia sia l'unico carnevale celebrato al mondo, ma certamente per la sua tradizione antica, per lo stile irripetibile, per la suggestione che la storica città lagunare universalmente esercita.
“Semel in anno licet insanire, una volta l’anno è lecito impazzire”. O uscire da se stessi, se si vuole una traduzione che renda meglio merito al vero significato della frase latina. E quale modo migliore di farlo che indossare un volto che al tempo stesso ci protegge e ci aiuta a esprimerci. È così che Teodoro Dragonieri spiega il Carnevale, dal latino carnem levare, in cui ci si prepara alle rinunce della Quaresima prima della Pasqua, lasciandosi andare.
Italians don’t like taxes, but then, who does? The recent upheaval and public demonstrations against the Monti government’s attempt to introduce new levies just confirm it. However, back in the XIX century, taking it to the streets was not a safe way to express dissent. In 1873, in Viareggio, a coastal town in northern Tuscany, a group of wealthy middle-class men decided to organize a parade of floats adorned with flowers, but many local citizens who attended the parade, tired of the ever increasing taxation imposed on them, decided to put on masks as a sign of protest and refusal and to protect their identity from the often brutal police repression.
“La vita è teatro. Tutti in maschera!”: è questo lo slogan scelto per il carnevale di Venezia del 2012, un’edizione che si caratterizzerà per la forte presenza di spettacoli, concerti e altri vari eventi, all’interno dei teatri e nelle piazze.