Gli italiani all’estero salveranno i dialetti

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2018/05/31
Gli italiani all’estero salveranno i dialetti
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Quanti sono gli italiani e le italiane che, negli anni ’50, si sono trasferiti in Canada, in Argentina o in America?  Secondo l’ISTAT sono circa 400.000 che lasciarono l’Italia tra il 1950 e il 1960.

Molti di loro conoscevano e conoscono, il dialetto del proprio paese o città di provenienza e l’hanno insegnato ai propri figli e nipoti. Si tratta di una grande ricchezza quella dei dialetti e il fatto che si siano conservati non solo in Italia, ma in tutto il mondo, permette agli studiosi di raccogliere questo grande patrimonio che altrimenti rischierebbe di sparire per sempre.

È l’obiettivo che si pone la professoressa Roberta D’Alessandro, che insegna presso l'Università di Utrecht, in Olanda. Con il suo gruppo di ricerca ha creato “Microcontact. Language variation and change from the Italian heritage perspective”. Tale progetto, è finanziato dallo European Research Council,https://microcontact.sites.uu.nl). Si tratta di un portale in cui gli italiani di tutto il mondo possono registrare il proprio dialetto e conservarlo per sempre. 

“Registrare dei racconti nei diversi dialetti italiani vuol dire dar voce a una cultura purtroppo condannata alla scomparsa – spiega la dottoranda Derenghi Silvia, a capo del gruppo di ricerca per il Quebéc -  Quante esperienze di un tempo non sono più comuni oggi? E quanti vocaboli che accompagnavano quelle esperienze sono ormai usciti dall’uso, perché non più ‘utili’ nella società di oggi? Basta pensare a tutti i mestieri tradizionali, ormai sostituiti dalle macchine”. Ma come fare a rintracciare tutti gli italiani? Ecco che entra in gioco questo atlante interattivo. Il portale permette di registrare autonomamente il proprio dialetto e di portare avanti la ricerca. In questa prima fase di raccolta del materiale, verranno individuate le persone più adatte che verranno poi intervistate una seconda volta nel 2019. 

“Il progetto Microcontact vuole raccoglie registrazioni nei dialetti italiani prima che questi si perdano. E con i dialetti, ovviamente, vogliamo immortalare un mondo culturale ricchissimo e non più replicabile – sottolinea Terenghi - Sono davvero felice di poter fare parte di questo enorme lavoro di documentazione e spero che anche molti italo-canadesi vogliano aiutarci a rendere il progetto realizzabile con la loro preziosa partecipazione!” 

Microcontact risulta ad oggi davvero ambizioso perché, non solo raccoglie un grande patrimonio quale quello dei dialetti, ma unisce più generazioni. Infatti saranno proprio i giovani, i figli e i nipoti ad aiutare i nonni a partecipare a questo grande progetto che, idealmente riunisce tutti gli italiani nel mondo.

Gruppo di ricerca Microcontact

da sinistra: Francesco Maria Ciconte (assistant researcher, Alberto Frasson, Silvia Terenghi, Luana Sorgini, (dottorandi), Jan Casalicchio (post-doc), Roberta D’Alessandro (professoressa responsabile del progetto)

Clicca qui per registrare il tuo dialetto! 

 

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