Gli Zingari in Italia: Una fragile integrazione; Il progetto Artezian a Bari

Dossier Gli Zingari: Il popolo gitano

2012/04/09 - Written by Giovanni Princigalli
Il progetto Artezian a Bari
Il progetto Artezian a Bari
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Nonostante i gravi pregiudizi nei confronti dei zingari, siano essi autoctoni o stranieri, in Italia emerge un caso positivo, quello della cooperativa Artezian fondata nel 2010 nel campo Rom rumeno di Japigia, alla periferia di Bari grazie ad un finanziamento della Regione Puglia al fine di sottrarre i membri del campo all’elemosina degli incroci stradali.

Artezian è il soprannome con cui Dainef Tomescu, fondatore e presidente di Artezian, è riconosciuto all’interno della sua comunità. In effetti i Rom hanno due nomi, uno ufficiale, con cui sono registrati all’anagrafe ed uno noto ed usato all’interno della comunità. Insieme a sua moglie Granata e sua figlia Aida e con l’aiuto di altri membri della comunità, ha fondato una cooperativa che offre ai cittadini baresi alcuni servizi di manodopera: traslochi, ristrutturazione, lavaggio auto, pulizie domestiche o di uffici.

Dice Artezian scherzando “Siamo noti come lavavetri o come chi ripulisce gli appartamenti. Bene, ho pensato che si poteva trasformare queste attività in servizi legali e richiesti."

I Rom risolvono i loro problemi in assemblee dette Kris o nominando al proprio interno dei giudici (parenti stretti, anziani, persone rispettate). Non esistono capi o re, ma diverse famiglie e gruppi di parentela che formano assieme una comunità (di baracche, di roulotte, di case). Artezian con i suoi è stato chiaro : “Su questo campo ha diritto di cittadinanza chi non ruba, e dobbiamo mandare i bambini a scuola”. Sulla base della politica di Artezian (diritti in cambio di doveri), il Comune gli ha concesso un terreno su cui far sorgere il campo, lasciandoli tuttavia vivere in baracche di legno con servizi essenziali: bagni chimici ed elettricità. Gli uffici di Artezian hanno comunque un computer ed Internet.

Nel campo c’è chi ancora pratica l’elemosina, diffusa soprattutto tra le donne, ma il modello “Artezian” fa leva su molti altri membri del campo, anche se non tutti (circa 100 individui) lavorano nella cooperativa. Grazie al modello Artezian, i generi di Dainef, Menelao e Vitalis, hanno fondato due imprese individuali: recuperano macchinari usati e separano i pezzi ed i metalli per ripulirli e rivenderli a ditte italiane. Non sono attività molto redditizie, ma costituiscono una migliore alternativa allo sfruttamento dei padroni, all’umiliazione dell’elemosina, o addirittura al furto, con l’inevitabile intervento da parte delle forze dell’ordine che metterebbe a rischio la vita di questa piccola comunità.

Raro esempio positivo d’integrazione (e non di assimilazione), Artezian e la sua cooperativa, conduce da anni una lotta per i diritti della sua etnia sul territorio italiano. Nel 2010, il bilancio di Artezian si è chiuso appena in pari e lo scorso anno la crisi economica insieme ai pregiudizi degli italiani, e forse una mancanza di esperienza da parte dei Rom, hanno contribuito al declino delle attività.

Forse la cosa più difficile per il successo del progetto Artezian nel futuro, sarà di far cadere i pregiudizi e tessere un dialogo sincero con la cittadinanza. Artezian è forse il Rom pugliese che mostra di essere maggiormente disposto al dialogo con la cultura italiana e colui che più desidera una coabitazione pacifica tra italiani e Rom. Ha pubblicato una breve autobiografia per una casa editrice barese, ha collaborato con un gruppo musicale locale, scrive poesie ed è stato il protagonista del documentario Japigia Gagì sulla comunità zingara di Bari. Adesso, si deve solo sperare che altri seguiranno il suo esempio.

“Ma ho visto anche degli zingari felici corrersi dietro,

far l'amore e rotolarsi per terra.

Ho visto anche degli zingari felici in piazza Maggiore

a ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.”

Claudio Lolli, Ho visto degli Zingari felici (1976)

 

Per saperne di più:

Latcho drom di Tony Gatlif

(documentario musicale presentato a Cannes)

Gadjo Dilò di Tony Gatlif

(lungometraggio vincitore a Locarno)

Japigia Gagì di Giovanni Princigalli

(documentario vincitore per la Society of Visual Anthropology per l’Associazione Americana di Antropologia)

www.janyoors.com

Inviare commenti a : info@panoramitalia.com

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