Torino Tricolore

Torino Celebra i 150 anni dell'unità d'Italia

2011/10/05 - Written by Anna Ferrari
Torino Celebra i 150 anni dell'unità d'Italia
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Le celebrazioni per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia non potevano trovare palcoscenico più adatto di Torino. È dal Piemonte, infatti, che il processo unitario è partito, e Torino fu la prima capitale del Regno d’Italia. La città, così, si è vestita a festa:

I torinesi hanno appeso alle finestre le bandiere tricolori, i negozi hanno allestito vetrine a tema, i pasticceri hanno inventato squisiti gianduiotti (tipici cioccolatini locali) avvolti in carta bianca, rossa e verde; perfino gli abiti, le scarpe e le borse delle boutique allineate nelle vie dello shopping (le vie Roma, Garibaldi, Po, Carlo Alberto) si ispirano ai colori patriottici. Su tutto domina il monumento simbolo della città, la Mole Antonelliana, ornata di una corona di luci tricolori.

Se il patriottismo si limitasse a questo, però, si potrebbe pensare a un ennesimo escamotage per rinvigorire il commercio, anche qui duramente provato dalla crisi economica. Non si tratta però soltanto di un fenomeno commerciale: la città, infatti, offre anche un panorama culturale di prim’ordine, con mostre, spettacoli, manifestazioni di alta qualità, che attirano pubblico da tutta Italia e da vari paesi europei.

Per l’occasione, per esempio, è stato trasformato in sede di esposizioni un magnifico, immenso spazio da tempo abbandonato, quello delle Officine Grandi Riparazioni:  una serie di grandi capannoni, capolavoro dell’architettura industriale ottocentesca, i cui suggestivi, smisurati spazi, usati in passato per riparare i treni, ospitano oggi le mostre “Fare gli Italiani. 150 anni di storia nazionale”, “Stazione Futuro. Qui si rifà l’Italia” e “Il futuro nelle mani. Artieri domani”, allestite con soluzioni scenografiche e multimediali di grande fascino.

Nel Museo del Risorgimento, a Palazzo Carignano, stupendo edificio barocco dell’architetto Guarino Guarini, è possibile ammirare la sala del primo Parlamento Italiano; il primo Senato del Regno è stato invece ricostruito nel vicino Palazzo Madama, affacciato su Piazza Castello con la superba facciata barocca dello Juvarra; nella Reggia di Venaria Reale, a pochi chilometri dalla città, sede un tempo delle feste dei Savoia, è allestita la mostra “La bella Italia.

Arte e identità delle città capitali”, con oltre 350 famosissime opere d’arte che illustrano l’identità culturale delle principali città italiane. Intorno alla Reggia di Venaria, i meravigliosi giardini offrono ai visitatori accaldati l’ombra e l’incanto di orti e frutteti ornamentali dalle raffinate geometrie; mentre nella Galleria Grande della Reggia i buongustai possono assaggiare i piatti tipici della cucina regionale in una delle sontuose “Cene Regali”.

Tra concerti di musica risorgimentale nel Teatro Regio di Torino, itinerari guidati per il centro cittadino, mostre, sfilate (dei Bersaglieri, degli Alpini, dell’Aviazione, ecc…) Torino appare vivace, frizzante, ospitale, come non era forse mai stata prima. Lontanissima dall’immagine grigia di capitale industriale dell’auto, che per tanti anni si è portata addosso. I Torinesi, definiti in dialetto bogianen (‘che non si muovono’), hanno smentito la loro fama: si sono mossi. E ora accolgono i visitatori con il loro saluto tipico, cerea, augurio di benessere e offerta di amicizia.

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