David vs Goliath - Andrea Lodi’s quest to tame big data

2017/03/29 - Written by Agata De Santis
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Davide e Golia - Andrea Lodi e la sua ricerca per dominare i Big Data

Di Agata De Santis

 

Immaginate un professore sulla quarantina all’interno di un noioso ufficio universitario, davanti a una lavagna, con il gessetto in mano. Per qualche minuto o forse anche per qualche ora, fissa i numeri e le equazioni sulla lavagna. Magari nella stanza c’è un dottorando, seduto lì vicino, pronto a prendere appunti da un momento all’altro. Immaginate adesso che, con un assegno di ricerca multimilionario a disposizione, il professore sia il meglio del meglio nel suo campo e che tutti i matematici del mondo accademico aspettino di vedere con che cosa se ne verrà fuori. Si tratta, in poche parole, del professor Andrea Lodi. Lodi possiede una Canada Excellence Research Chair (cattedra di ricerca) in scienze statistiche e decisionali al dipartimento di matematica ed ingegneria industriale della École Polytechnique di Montreal. Si tratta della cattedra più importante di tutto il Canada nel campo dei Big Data.

Lavora allo sviluppo di nuovi modelli e algoritmi che aiuteranno le organizzazioni ad analizzare e interpretare l’imponente raccolta di dati generata in rete da clienti, soci e tutte le altre figure in gioco, allo scopo di migliorare i processi decisionali in tempo reale, sia dal punto di vista del tempo che dell’efficacia. È interessato in particolar modo alla progettazione di soluzioni che migliorino l’industria dell’elettricità, la logistica del trasporto ferroviario e la pianificazione del sistema sanitario. La cattedra nasce da un’iniziativa congiunta tra tre istituzioni che compongono il Campus Montreal: l’École Polytechnique di Montreal, HEC Montreal e l’Università di Montreal.

 

“Lodi possiede la cattedra più importante del Canada nel campo dei Big Data”

 

Prima di vedersi assegnata questa posizione, Lodi insegnava al dipartimento di ingegneria elettrica e dell’informazione dell’Università di Bologna, in Italia. Lodi è uno dei massimi ricercatori a livello internazionale nel campo della programmazione lineare e non lineare. È stato – e continua ad essere – lodato per il suo approccio innovativo e multidisciplinare nel trattamento di enormi quantità di informazioni ricavate da fonti multiple. “Ero molto contento all’Università di Bologna. Da sempre considero Montreal un centro interessante, ma non ho mai immaginato di trasferirmi qui. Tuttavia, la cattedra era un’occasione troppo importante per andare perduta,” spiega Lodi.

 

“Lavora allo sviluppo di nuovi modelli ed algoritmi che aiuteranno

le organizzazioni ad analizzare e interpretare un’imponente quantità di dati”

 

Con un dottorato in ingegneria dei sistemi dell’Università di Bologna, Lodi ha vinto numerosi premi, incluso il Google Faculty Research Award, nel 2010, e l’IBM Faculty Award nel 2011. Nel 2005 e nel 2006, è stato membro del prestigioso programma Herman Goldstine all’IBM Thomas J. Watson Research Center di New York. I suoi lavori sono stati pubblicati in diverse riviste top nel campo della programmazione matematica ed ha lavorato come direttore associato in molti di questi periodici.

L’operato e l’innovazione di Lodi stanno cominciando ad essere notati anche dalla comunità italiana in Canada. Da poco gli è stato assegnato il Premio Venezia del 2016 dalla Camera di Commercio Italiana in Canada. Lo scorso settembre, la cattedra ha ricevuto altri 93,5 milioni di dollari dal governo canadese. Un quantità di denaro che può apparire sorprendente, ma non se si considera il compito in questione per Lodi e il suo gruppo.

Ma poi, quante informazioni ci sono lassù nell’universo? Alcune stime suggeriscono che ci si aspetta che lo scambio di dati in rete, solo per il 2016, superi uno zettabyte, vale a dire, un trilione di gigabyte. “Per poter creare le condizioni e l’infrastruttura anche solo per fare ricerca, si tratta di formare gli scienziati futuri e i lavoratori del settore,” spiega Lodi. “Abbiamo bisogno degli strumenti, della gente giusta nel campo delle scienze applicate, di esperti delle applicazioni pertinenti a quest’industria specifica, e così via,” continua. In questo momento, la sua cattedra supervisiona un gruppo di 25 elementi, tra professori e studenti.

Lodi offre un’ottima analogia per aiutare a comprendere la quantità di Big Data che c’è in circolo. Un byte è l’unità di misura che la maggioranza dei computer utilizza per rappresentare un carattere come una lettera, un numero o un simbolo tipografico. Immaginiamo adesso che un byte corrisponda a un chicco di riso. Se pensiamo a grandi piattaforme come Facebook, Amazon, Google, etc., ed alla quantità di informazioni che queste gestiscono in un solo giorno…be’, quei chicchi di riso riuscirebbero a coprire l’intero emisfero nordamericano. “Quindi, io valuto cosa puoi fartene di tutti questi dati,” dice Lodi. E da dove comincia? “Le idee in ogni caso si originano alla lavagna, con il gessetto,” scherza. “Poi, si tratta solo di trovare il modo di implementarle.”

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