Storica Napoli

Storica Napoli: Crocevia di popoli e di culture

2018/03/15 - Written by Giuseppe Continiello
Piazza del Plebiscito
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Se c’è una città che ha avuto una storia intensa e tumultuosa, questa è Napoli. Crocevia di popoli e di culture, ognuna di esse ha profondamente influito sulla città.

Nel VI secolo a. C., essa fu fondata dai Greci. Quella greca è una matrice che si ritrova in numerosi termini del dialetto partenopeo. Basti pensare al nome stesso, Napoli, dal greco Neàpolis, città nuova e alla celebre maschera napoletana della commedia dell’arte, Pulcinella o “Pullecenella”, personificazione comica dell’abbandono popolaresco a tutti gli istinti, le cui origini, antichissime, risalirebbero alle Fabulae Atellanae del IV secolo a. C.

  • Nel 326 a. C., i Romani conclusero con Napoli un'alleanza e Puteoli (Pozzuoli) accrebbe la sua importanza come porto di Roma. Tutto il golfo fu meta ambitissima per i patrizi romani, attratti dal clima mite, dalla piacevolezza del paesaggio e dalla dislocazione della città, ad anfiteatro sul mare.

Ancora oggi sono presenti le tracce della Napoli romana, della quale riconosciamo i tre Decumani (nome col quale i Romani designavano la linea est-ovest, tracciata dall’augure, dalla quale deriva l’orientamento e la suddivisione della città), coincidenti con via San Biagio dei Librai, via dei Tribunali e via dell’Anticaglia.

Con gli Svevi e l'imperatore Federico II (XIII secolo d. C.) la città conobbe una grande prosperità anche letteraria per il grande impulso alla cultura dato dalla corte, che volle realizzare l'incontro fra tre civiltà: la latina, la greca e l'araba. Basti pensare all'istituzione dello Studio, l'Università, che dal 1224 le conferisce prestigio. Seguì, poi, il dominio angioino (1266-1441), durante il quale, dopo i Vespri Siciliani, la rivolta scoppiata a Palermo nel 1282 all'ora del vespro (l’ora tarda del giorno verso il tramonto) del lunedì di Pasqua contro il malgoverno di Carlo I d'Angiò, Napoli divenne, anche di diritto, la capitale del Regno.

Nel 1441, in seguito alle congiure di palazzo tra i pretendenti al trono angioini, la città passò sotto l’erede designato, Alfonso d’Aragona, e a lui e ai suoi successori rimase fedele. Nel 1503, caduta in mano spagnola, Madrid ne fece il capoluogo di una provincia sotto il governo di un viceré.

Dal 1707 al 1724, Napoli fu sotto dominazione asburgica fino a quando, con Carlo di Borbone, non tornò a essere la capitale di un regno autonomo. Carlo e il suo successore, Ferdinando IV, fecero di Napoli la più popolosa città italiana, la seconda in Europa, dopo Parigi.

  • Sotto i Borbone, la città divenne la capitale di un grande regno, il più grande della Penisola, che si estendeva per circa metà dell'Italia attuale: il Regno delle Due Sicilie. La Rivoluzione francese diffuse nuove idee e tra queste, la rottura di quella collaborazione tra ceto colto e monarchia che aveva permesso l'attuazione di una politica riformista.

I moti rivoluzionari portarono alla fuga la corte borbonica. Il 24 gennaio del 1799, fu proclamata la Repubblica partenopea, vissuta fino al 13 giugno di quello stesso anno, la cui bellissima Costituzione rappresenta il fulcro del progetto di fare di Napoli una città-stato senza re. L'ostilità del popolo, sobillato dagli agenti della monarchia e del clero, e l'azione delle bande armate al servizio dei Borbone portarono alla riconquista del Regno da parte di Napoleone, che lo affidò al fratello Giuseppe Bonaparte (1806-1808) e poi a Gioacchino Murat (1808-1815), mentre la Sicilia restava ai Borbone.

Nel 1815, con la fine dell'Impero napoleonico, Ferdinando IV, rientrato in città, accentrò il potere. La Sicilia vide scomparire la propria autonomia e il regno assunse il titolo ufficiale di Regno delle Due Sicilie. Dalla seconda metà degli anni Cinquanta dell'Ottocento, i Borbone, giudicati reazionari, videro crollare il loro potere, anche a motivo della costruzione dell'unità d'Italia, fino alla conquista di Napoli da parte di Giuseppe Garibaldi, il 7 settembre del 1860, e al plebiscito del 21 ottobre dello stesso anno, con il quale fu sancita l'annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno di Sardegna, tappa che portò alla costituzione del Regno d'Italia, nel marzo del 1861.

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