Un estate al mare di Sicilia

Un tuffo dove l’acqua è più blu

La spiaggia più famosa e frequentata della costa nord occidentale è San Vito Lo Capo. La sabbia finissima e l’acqua cristallina la rendono una vera e propria bomboniera, una delle fermate obbligatorie nel percorso alla scoperta del trapanese. Il luogo è ben attrezzato per i turisti, anche per quelli che ambiscono a posti più selvaggi. Non molto lontano da San Vito Lo Capo si trova Scopello, piccola frazione del comune di Castellammare del Golfo. La particolarità di questa spiaggia è data dalla presenza di faraglioni che fanno da cornice allo specchio d’acqua antistante il borgo, dando l’illusione di trovarsi davanti a un golfo.

La Riserva dello Zingaro

Nonostante un grande incendio ne abbia distrutto buona parte della vegetazione, la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro resta uno dei luoghi imperdibili per chi visita la Sicilia. L’area si estende per sette chilometri, da San Vito Lo Capo a Scopello, lungo un percorso fatto di calette e falesie. Percorrerla tutta a piedi richiede diverse ore ma per gli amanti del trekking si tratta di un’esperienza unica.

Chi vuole semplicemente passare una giornata al mare, invece, può scegliere una delle piccole insenature che intervallano lo scorrere della costa. Le più importanti sono Cala della Capreria, Cala del Varo, Cala della Disa, Cala Marinella e l’incantevole Tonnarella dell’Uzzo. L’incendio del 2012 non ha fermato le attività e anche quest’estate sono in programma escursioni, passeggiate notturne e uscite in canoa.

A contatto con la Storia

Nella parte meridionale della provincia trapanese sorgono i resti di Selinunte, città greca fondata 650 anni prima della nascita di Cristo. La polis fu completamente distrutta, per mano dei Cartaginesi, nel 409 a.C., dopo anni di splendore e ricchezza. Dopo una seconda distruzione, ad opera dei Romani, la città non fu mai più abitata. Oggi le rovine sono organizzate in un grande parco archeologico, tra i più importanti d’Europa. Al centro dell’area spicca l’acropoli, sede di templi, altari e fortificazioni. Intorno al cuore della vecchia città, invece, sorgono tre colline: la Gàggera, la Mannuzza e la collina orientale.

Tappa a Erice

Erice è una cittadina di origine fenicia, arroccata su un monte che porta lo stesso nome. La città, difesa da bastioni e mura di cinta, è un labirinto di strade così strette che, in alcuni punti, non riesce a passare più di una persona alla volta. Nell’antichità, Erice era nota come sede del tempio dedicato alla dea della bellezza, Venere per i Romani. Oggi al castello, conosciuto anche come Castello di Venere, oltre che a visitare memorie di ogni epoca storica, si può godere di un panorama mozzafiato che va da Trapani alle Egadi.

Le isole Egadi

Chi volesse organizzare un’escursione per mare può fare tappa all’arcipelago delle Egadi. Delle Isole va sicuramente visitata Favignana. Un tempo sede di una delle tonnare più rinomate del Mediterraneo, oggi ospita un museo che ricorda i tempi della pesca del tonno. L’ex stabilimento Florio mostra al pubblico le testimonianze di un’epoca florida per l’economia dell’intera Isola.

Molto suggestiva è anche la laguna dello Stagnone, specchio di mare caratterizzato da un fondale poco profondo e dalla presenza di quattro isolette. L’alta temperatura dell’acqua ha reso il luogo ideale, fin dal tempo dei Fenici, per la raccolta del sale marino. Tra le tante saline che continuano, incessanti, la loro attività, allo Stagnone c’è ancora spazio per trovare qualche vecchio mulino che serviva per la macinazione.

A tavola con i prodotti tipici

La specialità sovrana delle tavole trapanesi è senza dubbio il pesce. Quello azzurro di Mazara del Vallo o il tonno rosso che ancora si riesce a pescare a Favignana. Una delle particolarità è la presenza di un piatto arabo, come il cous cous, che qui è stato rivisitato con un condimento a base esclusivamente di pesce. Per il dolce, invece, la tradizione porta a Erice dove si usano meglio gli ingredienti tipici della pasticceria siciliana: la ricotta, le mandorle e i canditi. Come vino, ovviamente, non può mancare il Marsala, una vera e propria istituzione conosciuta in tutto il mondo.

Written by Fabio Forlano