A Newfound Family in the GTA

They chose to put down new roots in other parts of Europe or farther afield in South America, where the Ligurian diaspora is quite strong.

This makes the Ligurian community in Canada and in Toronto very modest in size compared to the populations of Italians from regions like Calabria and Sicily, for example, which number in the tens of thousands. “Since there were so few Ligurians here in Canada it was immediately appar- ent we should start a club,” says Roberto Zuzek, who came to Toronto in the early 1980s from the town of Rapallo, near Genoa, and helped found Gente de Liguria in 1984. The association started with about 400 members, Zuzek said, and counts about 50 families today.

 

“Since there were so few Ligurians here in Canada it was immediately apparent we should start a club,”

 

A 2009 report on Italians living abroad shows Ligurians make up just 2.5 per cent of all Italian citizens who reside abroad (including second- and third-generation Italians) and statistics collected by the Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana show Argentina, Chile and Uruguay as the top destinations for Ligurian immigrants in the past 150 or so years, along with France and Switzerland.

Nonetheless, their modest numbers in Canada didn’t stop them from finding ways to offer mutual support and keep traditions from Liguria alive. As with many Italian clubs in the diaspora, the population has shrunk, but that has actually helped the group grow closer, Zuzek points out. “We’ve become like a big family. That’s reflected today more than ever.” 
The association gets together about three times a year now, explains Divo Delbecchi, a founding member who worked for years in the sign-mak- ing business in Toronto, and typically it’s to eat traditional foods like pesto, farinata and ravioli.

 

“We’ve become like a big family. That’s reflected today more than ever” 


 

In fact, the club’s annual picnic features fresh pesto sent by courier straight from Genoa.
Gente de Liguria sources its own olive oil for its members from a small-scale producer near Imperia and until recently Delbecchi, who moved to Canada in 1961 from Oneglia with his wife and their first son, coached a kids’ soc- cer team, Team Liguria. And Gente de Liguria is quite proud of their accomplish- ments in pesto-making, sending a competitor to the 2012 World Pesto Championship in Genoa to compete alongside finalists from all over the globe.

In previous years, the club travelled to San Francisco and Argentina to meet with Ligurian groups there, Zuzek says, and even hosted young Argentinians of Ligurian origin in Toronto.

Arriving in Canada in such small numbers didn’t make life easy, Delbecchi says, remembering his experience in the early 1960s. And while olive oil and pesto are common parlance today, it used to be very difficult to find foods from Liguria in Canada back then, he says. He was almost ready to leave Canada and head back even though work was scarce in Liguria at the time. But as his family grew it made more sense to stay. “I’m proud I came here,” he shares. Still, Delbecchi says that his immigrant experience has stayed with him after all these years in Canada, and he paints landscapes of Liguria’s green and hilly coast, with its pastel-coloured seaside towns and ports jutting out into the Mediterranean.

According to recent media reports, Italy’s ministry of culture is considering transferring the Roman museum of emigration, located in the Altare della Patria, to Genoa, given the region was the starting point for so many Italians’ journeys; thus creating a heritage complex similar to those found in the immigration museums at New Jersey’s Ellis Island or Halifax’s Pier 21. “Even today there are lively Ligurian communities that maintain a strong relationship to their land of origin,” Sonia Viale, the vice-president for the region of Liguria, told Agenzia Italiana Stampa Estero in December 2015.

 

“Even today there are lively Ligurian communities that maintain a strong relationship to their land of origin”

 

Both Delbecchi and Zuzek made sure their children kept a connection to Liguria, through the language and trips back to see their families, but like many Italian cultural associations in Canada, younger generations don’t relate to them the same way.

Of course, Gente de Liguria has talked about the future and its mandate, Zuzek says, but as long as there are Ligurians in this part of the world, the association has a reason for being: “So long as there is a member, the club will exist.”

 

 

 

Abbracciando la costa nordovest dell’Italia, la Liguria ha da sempre un collegamento con il mondo esterno. I liguri salparono all’estero per nuove opportunità soprattutto verso la fine del XIX secolo e all’inizio del XX, e una piccola parte partì durante l’ondata di emigrazione del secondo dopoguerra. I liguri hanno scelto di mettere nuove radici in un’altra parte d’Europa o, più lon- tano, in Sud America dove la diaspora ligure è molto forte.

Per questo la comunità ligure in Canada, e a Toronto, è molto modesta se comparata agli italiani provenienti dalla Calabria e dalla Sicilia, che si contano a decine di migliaia. “Dal momento che i liguri erano così pochi, da subito abbiamo capito che avremmo dovuto aprire un club,” dice Roberto Zuzec. Arrivato a Toronto agli inizi degli anni ’80 dalla città di Rapallo, vicino Genova, ha contribuito a fondare Gente de Liguria nel 1984. Spiega Zuzek che all’inizio l’associazione aveva 400 iscritti, e che invece ad oggi conta fino a 50 famiglie.

Un rapporto del 2009 sugli italiani che vivono all’estero, mostra che i liguri costituiscono solo il 2,5 % di tutti i cittadini italiani residenti all’estero (compresi anche quelli di seconda e terza generazione). Invece le statistiche del Museo Nazionale dell’emigrazione Italiana evidenziano che l’Argentina, il Cile e l’Uruguay, sono le mete più ambite per gli immigrati liguri negli ultimi 150 anni, insieme alla Francia e alla Svizzera. Nonostante in Canada il numero di liguri sia esiguo, ciò non gli impedisce di sostenersi a vicenda e di mantenere vive le loro tradizioni.

 

“Nonostante in Canada il numero di liguri sia esiguo, ciò non gli impedisce

di sostenersi a vicenda e di mantenere vive le loro tradizioni”

 

Come è accaduto con molti club italiani della comunità, la popolazione si è ridotta, ma questo ha aiutato il gruppo a crescere più unito, come sottolinea Zuzek. “Ormai siamo diventati come una grande famiglia. Oggi più che mai.”

 

 “Ormai siamo diventati come una grande famiglia. Oggi più che mai”

 

L’associazione si riunisce circa tre volte l’anno, spiega Divo Delbecchi, uno dei membri fondatori che lavora da anni nel sign-making a Toronto, e, solitamente in questa occasione, ci si incontra per mangiare cibi tradizionali come il pesto, la farinata e i ravioli. Infatti, l’annuale picnic del club si caratterizza per il pesto fresco spedito tramite corriere da Genova.

Gente de Liguria importa il suo olio d’oliva per i suoi membri da un piccolo produttore vicino Imperia e fino a poco tempo fa da Delbecchi, che si è trasferito in Canada nel 1961 da Oneglia, con sua moglie e il figlio più grande, un allenatore di calcio per bambini della squadra Liguria. Inoltre i membri di Gente de Liguria sono molto orgogliosi del loro pesto fatto in casa. Uno dei soci ha anche partecipato ai Campionati Mondiali di Pesto 2012 come concorrente a Genova in competizione con i finalisti provenienti da tutto il mondo.

Negli anni scorsi il club ha effettuato uno scambio culturale. I membri dell’associazione sono andati prima a San Francisco e in Argentina, e poi, in un secondo momento, hanno ospitato a Toronto i ragazzi argentini di origine ligure.

Arrivare in Canada ed essere così in pochi non rende la vita facile, spiega Delbecchi, ricordando la sua esperienza all’inizio degli anni ’60. E mentre oggi l’olio e il pesto sono parte del linguaggio comune, all’epoca, in Canada, è stato difficile trovare prodotti provenienti dalla Liguria, sottolinea. Era pronto a lasciare il Canada e a voltare le spalle a tutto, anche se in quel periodo in Liguria il lavoro era scarso. Ma quando la sua famiglia ha cominciato a crescere aveva più senso rimanere. “Sono orgoglioso di essere venuto qui,” ammette.

Dopo tutti questi anni vissuti in Canada, Delbecchi, si sente ancora uno straniero, e dipinge i paesaggi della Liguria, le coste e le colline, con le sue città e i suoi porti dai colori pastello che si affacciano sul Mediterraneo.

Secondo recenti notizie, il ministro italiano della Cultura sta considerando di trasferire a Genova il museo dell’emigrazione romano, situato all’Altare della Patria, per ricordare il ruolo fondamentale di Genova come città di emi- grazione; creando così un polo museale simile a quelli di Ellis Island nel New Jersey o a Pier 21 ad Halifax. “Anche oggi ci sono molte comunità liguri attive che mantengono forte il legame con la loro regione d’origine,” ha detto Sonia Viale, vicepresidente della regione Liguria, all’Agenzia Italiana Stampa Estero nel dicembre 2015.

Sia Delbecchi che Zuzek si assicurano che i figli mantengano un contatto con la Liguria, attraverso la lingua e viaggi per vedere i loro famigliari, ma come spesso accade in molte altre associazioni culturali italiane in Canada, le giovani generazioni non sono legate alle proprie origini allo stesso modo.

Naturalmente, gente di Liguria ha parlato del suo futuro e del mandato. Dice Zuzek che finchè ci saranno liguri in questa parte del mondo, l’associ- azione ha motivo di esistere: ”Finchè ci sarà un membro, il club esisterà”.

 

written by Beatrice Fantoni