Elisa Citterio – In perfect harmony

Citterio, who spent years with the Teatro alla Scala Orchestra in Milan, says she took on her new role “more out of curiosity than desire,” considering the group’s passionate nature to be a potential for further personal growth.

It all began in 2013, when Jeanne Lamon announced her impending retirement. Tafelmusik began an intense international search to find a worthy successor, which included inviting guest musicians to play at various performances. It was here that the Italian violinist came onto the scene. “Sometimes, one word can change your whole life,” Citterio says. “In this case, my name and a recording, which came to Tafelmusik’s attention, meant I was invited to take part in the Baroque Masters program.” That invite in 2015 was followed by another in 2016. She was named the musical director in January 2017, making her debut this past September.

“Sometimes, one word can change your whole life”

Citterio is proud to represent the old continent in North America as an Italian; she is most excited by the prospect of bringing to her new role that je ne sais quoi “about our music” that simply can’t be put into words. As well as having a natural talent, Citterio also had a musical upbringing; “Music was listened to and breathed all day,” thanks to her mother – a music teacher and composer. When she was just five, she happened to see a video of an orchestra and instantly fell in love. “The movement of all those well-coordinated bows fascinated me to such an extent that I asked my mother for a violin. From that day on, I never stopped.”

“The movement of all those well-coordinated bows fascinated me to such

an extent that I asked my mother for a violin. From that day on, I never stopped” 

Despite having also studied the piano – another great passion – at 16, she dedicated herself solely to the violin. Due to her busy schedule filled with projects and tours, she had less time for other activities. Citterio underlines a fundamental difference between musicians of antiquity and those of today: “All musicians from the early days of musical history were composers and multi-instrumentalists who sometimes experimented with other art forms. Naturally their training and musical activity were not comparable to ours today, as musicians face decades of repertoire,” she explains.

Elisa Citterio, photo by Monica Cordiviola

Indeed, when seeing her at work, one can glean her natural talent and innovative approach, but also apparent are the years she spent studying an incredibly rich repertoire. She directs the orchestra with light, lively and passionate movements, evoking a great amount of emotion. The role of first violin – directing the ensemble without the baton that most people expect to see – is certainly not for everyone, she admits. “It’s a very complex role, more than directing without an instrument. The body becomes a means to guide the orchestra. The more the understanding grows, the less intense my hints have to be. Let’s just say that I can never get sick before a concert!”

What she would like to take back to Italy from her North American experience is the incredible teamwork that characterizes Tafelmusik. “You can easily describe it as one big family because of our way everyone interacts with each other and because of the consideration given to the affectionate fans and supporters. In Italy, there is not that same tight-knit structure that is so attentive to reciprocal needs, nor is there a strong fan-base for artistic projects,” she explains. Laughing about her first Canadian winter, Citterio says, “My family and I are waiting fearfully for the arrival of the cold and we are struggling to imagine how we will survive it!”

Elisa Citterio, photo by Monica Cordiviola

Elisa Citterio – In perfetta armonia

La violinista italiana Elisa Citterio sta contribuendo a inaugurare un nuovo capitolo dellaTafelmusik Baroque Orchestra di Toronto. Dopo 33 anni sotto la guida di Jeanne Lamon, l’orchestra è adesso diretta dalla musicista bresciana. Citterio, per anni nell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, spiega di aver accettato il nuovo incarico “più per curiosità che per desiderio,” avendo colto nei modi travolgenti del gruppo il potenziale per un’ulteriore crescita personale.

Tutto ha avuto inizio nel 2013, quando Jeanne Lamon annunciò il suo imminente pensionamento. Tafelmusik avviò un’intensa ricerca internazionale per trovare un degno successore, il che implicava invitare musicisti ospiti a suonare in vari programmi. Ed è qui che entra in scena la violinista italiana. “Talvolta, una parola cambia il corso della vita,” dice Citterio. “In questo caso, il mio nome e una registrazione, giunti all’orecchio di Tafelmusik, hanno fatto sì che mi invitassero a partecipare al programma Baroque Masters.”

“Talvolta, una parola cambia il corso della vita”

A quell’invito, nel 2015, ne seguì un altro nel 2016. È stata nominata direttore musicale a gennaio del 2017 e ha debuttato lo scorso settembre.  Citterio è fiera, da italiana, di rappresentare il vecchio continente in Nord America; la entusiasma molto l’idea di trasmettere in questo suo ruolo quel qualcosa “sulla nostra musica” che non può semplicemente spiegarsi a parole.

Oltre ad avere un talento innato, Elisa è cresciuta in mezzo alla musica. “La musica veniva ascoltata e respirata tutto il giorno,” spiega, grazie a sua madre – insegnante di musica e compositrice. Quando ad appena cinque anni le capitò di vedere un’orchestra in video, istantaneamente scoccò un amore. “Il movimento di tutti quegli archetti ben coordinati mi affascinò a tal punto da chiedere a mia madre un violino. Da quel giorno non ho mai smesso.”

“Il movimento di tutti quegli archetti ben coordinati mi affascinò

a tal punto da chiedere a mia madre un violino. Da quel giorno non ho mai smesso” 

Pur avendo studiato anche pianoforte – altro grande amore – fu a sedici anni che si dedicò esclusivamente al violino. A causa della sua agenda ricchissima di progetti e tour, le venne meno il tempo da dedicare ad altre attività. Citterio sottolinea una differenza fondamentale tra i musicisti dell’antichità e quelli odierni: “Tutti i musicisti dai primordi della storia della musica erano compositori, polistrumentisti e talvolta si cimentavano in altre arti. Naturalmente la loro formazione ed attività musicale non sono paragonabili alle nostre, dove affrontiamo secoli di repertorio,” spiega.

Elisa Citterio, foto diMonica Cordiviola

È pur vero che una volta vista all’opera, assieme al talento naturale e a un approccio innovativo, risaltano gli anni trascorsi a studiare un ricchissimo repertorio. I movimenti aggraziati, briosi e travolgenti nel suo modo di dirigere l’orchestra, suscitano grande emozione. Il ruolo del primo violinista – che dirige l’ensemble senza la bacchetta che molti si aspetterebbero – non è certamente per tutti, ammette. “È un incarico molto complesso, più che dirigere senza strumento. Il corpo diventa un mezzo per guidare l’orchestra. Più l’affiatamento cresce, meno sono ampi i miei “cenni”. Diciamo che questo ruolo costringe a non ammalarsi mai in vista di un concerto!”

Dell’esperienza nord-americana ciò che vorrebbe importare in Italia è l’incredibile lavoro di squadra che caratterizza Tafelmusik. “Può facilmente definirsi una grande famiglia per il modo d’interagire tra tutti, musicisti e staff, e per la considerazione in cui tengono i loro affezionati abbonati o supporter. Forse in Italia manca questa struttura così stretta ed attenta ai bisogni reciproci, ed una base così forte di sostenitori dei progetti artistici,” spiega. Scherzando sul suo primo inverno canadese, Citterio dice: “Io e la mia famiglia stiamo aspettando timorosi l’arrivo del freddo e tentiamo di immaginare come potremo sopravvivere!”

written by Claudia Buscemi Prestigiacomo