La diversità come elemento di integrazione

DanielaLevi by Nigel Dickson, 50x50 photo exhibition
DanielaLevi by Nigel Dickson, 50x50 photo exhibition

Intervista a Daniela Levi, di Vittoria Zorfini

Sempre più italiani scelgono il Canada come paese di approdo per cominciare una nuova vita, per formarsi e per lavorare. Ma perché proprio il Canada?

Abbiamo fatto una chiacchierata con Daniela Levi, ex studentessa del Jeorg Brown College, una delle protagoniste della mostra fotografica dell’università 50×50. “Hanno scelto per ogni anno da quando hanno aperto, una studentessa e uno studente internazionale. Io sono stata scelta per l’anno 2016-2017 ma c’erano anche gli studenti che hanno studiato lì cinquant’anni fa.” Racconta Levi che è arrivata a Toronto nel 2015. “Il Canada celebra la diversità e questa è l’idea alla base della mostra fotografica alla Jeorg Brown, eravamo tutti studenti internazionali” sottolinea.

Come mai ti hanno scelta per la mostra?

Prima di tutto sono italiana ed ero l’unica italiana nella mostra, inoltre sono ebrea. Nella diversità ero diversa in questo modo.

Perché hai deciso di trasferirti proprio in Canada?

L’idea era di andare in nord-America dove c’è molta tolleranza e la diversità viene apprezzata piuttosto che evitata. Io amo l’Italia è il mio paese, mi sento Italiana. Credo però che in generale in Europa, i giovani d’oggi si sentano un po’ soffocare da questa tendenza all’uniformità, all’omogenizzare il più possibile. Io sono stata molto fortunata, non lo sapevo quando sono venuta qui che Toronto fosse una città così multiculturale, mi sono proprio sentita accolta.

Che cos’è la diversità e cosa vuol dire essere liberi?

Per esempio (in Italia ndr) nel curriculum scolastico non ci sono lezioni o attività dove la diversità venga incoraggiata, qui invece ci sono. Dove sono cresciuta la maggior parte delle persone sono italiane, invece qui vedi che la gente è diversa, addirittura non c’è uno “stereotipo” del canadese, anche perché il Canada è molto più giovane. Se pensiamo alla popolazione autoctona vengono in mente gli aboriginal peoples. Questo poi è un paese colonizzato mentre l’Italia è un paese colonizzatore dove devi adeguarti. Per come l’ho vissuta io e per come la vivo nel quotidiano, se emigri qui sei uno dei tanti ad essere diverso.

Mi fai un esempio di cosa voglia dire essere sé stessi nella propria diversità?

Quando dico che sono italiana, che sono ebrea, la gente è curiosa, chiede, vuole essere partecipe con me. In Italia la prima reazione spesso è stata di allontanamento, il diverso fa paura. In Italia si parla spesso di xenofobia qui invece ti ridono in faccia perché sono tutti diversi.

Come molti altri, sei venuta per imparare l’inglese e per cercare nuove sfide, dove ti vedi nei prossimi anni?

L’Italia mi manca da morire ma se devo pensare al mio futuro… Sento che a casa devo nascondere quello che sono, la mia identità ebraica. Una collana con la stella di David la nascondevo, qui no.

Daniela Levi ha studiato al George Brown College nel programma AWCCA e studia attualmente Social Work alla York University per il Bachelor