DIA, il suo nuovo album è un mix dal mondo

DIA, photo by Elle Lily

La musica nel sangue

di Kerry Doole

DIA, cantante e autrice di Toronto, sembra geneticamente predestinata a seguire la carriera musicale. I suoi genitori sono musicisti professionisti (sua madre, Manuela, è una cantante, suo padre Dino invece è un batterista) e suo fratello minore, Robert Di Bartolomeo, è un famoso chitarrista e produttore discografico.

La storia familiare di DIA spiega il suo eclettico gusto musicale. “Mio padre suonava musica rock, mentre mia madre era una cantante di musica disco che cantava anche in una band ebraica.”

Entrambe le coppie di nonni (la parte paterna è molisana, mentre quella materna è abruzzese) sono state di grande ispirazione per lei. “Mio nonno materno conduceva l’orchestra di Tony Silvani suonando fisarmonica e tastiere; mio nonno paterno, Michele Di Bartolomeo, suonava sia la fisarmonica che la tromba. Da bambini, in entrambe le case, suonavamo i loro strumenti e con loro cantavamo e ballavamo. Sono contenta di aver imparato (e di eseguire ancora oggi) moltissime canzoni dei loro tempi. Molti sono dei classici e sono orgogliosa di averle nel mio repertorio come omaggio alla mia tradizione musicale.”

DIA ha iniziato a cantare all’età di 11 anni con la Tony Silvani Orchestra. Al liceo, era la cantante di una rock band (DIA) che suonava pezzi originali nei club di Toronto prima di studiare musica (jazz ed etnomusicologia) alla York University. “Ho fatto un master lì; la mia tesi era su CHIN radio, la TV e il loro ruolo nel sostenere la cultura popolare e musicale italiana in una diversa GTA” ricorda DIA. “Ho amato ogni attimo del mio tempo trascorso lì.”

Aveva preso in considerazione la carriera da insegnante o la facoltà di giurisprudenza, ma i piani sono cambiati quando ha accettato l’invito in California per cantare alcune demo per uno dei produttori rock più famosi del Canada, Arnold Lanni. Lui ha lavorato con gruppi come Our Lady Peace e Simple Plan. Particolarmente impressionato, Lanni si è offerto di lavorare al progetto personale di DIA, da cui è nato il suo album di debutto solista Desire appena uscito.

È un lavoro coinvolgente che può essere definito come “global pop.” I testi sono in inglese e il risultato finale è una versione ripulita di musica leggera, ma l’uso sapiente degli strumenti musicali provenienti da diverse parti del mondo, come il cajon (cassetta peruviana), il doumbek (tamburo arabo), il req (tamburello arabo), i zils (cimbalini a dita), il duduk (flauto armeno) e il bansouri (flauto traverso indiano), oltre che al violino e ai corni, aggiungono atmosfere e trame arricchite di composizioni artistiche di alto livello. Tra i musicisti ospiti ci sono grandi compositori di Toronto come Rick Shadrack Lazar, Aleksandar Gajic, Tony Carlucci ed Ernie Tollar.

Desire è scritto e prodotto da DIA, suo fratello Robert (che nel disco suona diversi tipi di strumenti) e Lanni – un grande sostenitore del suo talento. “Per me, la voce di DIA non assomiglia a quella di nessun’altra cantante… è unica. Ha un tono più profondo e ricco, pieno di emozioni e riesce a evocare sentimenti incredibilmente complessi con la minima sfumatura. Soprattutto mi piace come abbraccia il suo amore per tutti i tipi di musica, come li faccia propri e li riproponga in ogni sua canzone, dando così vita al proprio stile musicale.”

Questa impronta si percepisce subito in Desire, un album che ha richiesto molto tempo. “Gran parte della pre-produzione, inclusa la scrittura delle canzoni, è stata fatta con Rob e Arnold in California e questo è il motivo per cui ci sono voluti più di tre anni” spiega DIA. “Continuavamo a riscrivere. Come ogni cantautore, all’inizio ero soddisfatta del suo lavoro iniziale e non lo volevo cambiare, ma poi ho subito capito che è meglio lasciare che le cose vadano da sè. È stato illuminante. La creazione di quest’album mi ha insegnato molto su me stessa.”

L’amore di DIA per tutti i generi musicali l’ha portata a cantare in 29 lingue diverse – un’abilità che le ha permesso di lavorare con famosi gruppi di musica mondiale come i Sicilian Jazz Project di Michael Occhipinti e i Samba Squad di Rick Lazar, oltre a gruppi cubani e klezmer. Ha anche composto e cantato tre canzoni per la colonna sonora del film Tulipani: Love, Honor and a Bicycle, presentato in anteprima al TIFF l’anno scorso e vincitore del People’s Choice Award all’Italian Contemporary Film Festival.

Per DIA si tratta di un momento particolarmente intenso, ora è totalmente assorta nella sua musica e di sicuro è un’artista da non perdere di vista.