Cantare nella sofferenza

Photo by Isabelle Stephen

ARIANA IANNICIELLO

Ariana Ianniciello, di Montreal, fa parte di quel gruppetto di giovani invitati questo novembre a Las Vegas per partecipare allo Shriners Hospitals for Children Open, alla tappa ufficiale del tour PGA. All’evento, la quattordicenne non giocherà a golf. Invece, è stata scelta in qualità di paziente ambasciatrice per l’ospedale. Ogni anno, in ognuno dei suoi ospedali, lo Shriners seleziona tra i pazienti degli ambasciatori, che rappresentino il suo operato nella cura dei bambini malati.

Il torneo di Las Vegas offre a pazienti come Ianniciello, un’opportunità speciale per partecipare a un importante evento sportivo e condividere nel contempo le loro storie sull’impatto dello Shriners sulle loro vite. “Per me è un’occasione importantissima. Sono paziente allo Shriners da anni e i dottori fanno tantissimo per me,” spiega Ianniciello. “È un posto molto cordiale e accogliente. Mettono i bambini a proprio agio, non li impauriscono.” 

Sebbene guardandola non si direbbe proprio, la giovane ha attraversato delle sfide fisiche piuttosto pesanti.

La mamma di Ianniciello, Marlena Cardoso, ha avuto la sensazione che a sua figlia stesse succedendo qualcosa quando, a 10 mesi, la bambina non era ancora capace di sorreggere da sola la testa. “Quando l’ho portata dal dottore, ero preoccupatissima,” ricorda la 42enne.

“Durante la visita, il dottore ha notato che Ariana era molto flessibile. Mi fu detto che mia figlia soffriva d’ipotonia e che non sarebbe stata come gli altri bambini.”

A un anno, è stata diagnosticata ad Ariana un’ipotonia congenita benigna. Si tratta di un disturbo neuromuscolare che causa una riduzione del tono muscolare di tutte le aree del corpo, rendendo più difficoltose attività quotidiane come gattonare, camminare e persino mangiare. “Faceva davvero paura anche perché non eravamo nemmeno certi che sarebbe mai stata in grado di camminare,” dice Cardoso.

Dopo esser stata sottoposta a una fisioterapia intensa, all’età di due anni e mezzo, Ianniciello ha cominciato a camminare. Ma la sua patologia le faceva spesso perdere l’equilibrio, provocandole innumerevoli lussazioni. “Il dottore di Ariana ci ha indirizzati allo Shriners Hospital perché non c’era nient’altro che potessero fare per lei. Soffriva moltissimo. Ma quando abbiamo incontrato la dottoressa Perron e la sua squadra, abbiamo capito di essere in buone mani,” spiega Cardoso.

Allo Shriners, Ianniciello ha ricevuto ortesi per i piedi piatti ed è stata sottoposta a un’ulteriore fisioterapia. Due anni fa, dopo aver lamentato un dolore lombare, a Ianniciello è stata diagnosticata la scoliosi. Adesso, per trattare il problema, dorme ogni notte con un busto legato attorno alla vita.   Nonostante tutto, l’adolescente è riuscita a restare ottimista e con i piedi per terra.

Attribuisce al suo amore per la musica e il canto il merito di averla aiutata a fronteggiare le sfide della vita. “Quando mi sento ferita o giù, canto. Metto un po’ di musica, e mi lascio andare, piango e mi fa sentire meglio” afferma.

Cardoso ha scoperto la propria voce piuttosto precocemente. “Ricordo che quando aveva all’incirca 18 mesi, adorava cantare la canzone ‘You’re Beautiful’ di James Blunt. La cantava continuamente. Non sapeva ancora camminare ma era di certo capace di far ascoltare la sua voce,” ride Cardoso. 

Per Ianniciello, incanalare le proprie emozioni attraverso il canto si è rivelato piuttosto appagante. Nel 2017, la teenager si è portata a casa il primo premio della gara canora Super Fantastico e sono innumerevoli gli eventi in cui si esibisce a Montreal e dintorni. Di recente, Ianniciello si è aggregata a Charles Vaccaro, musicista e agente locale, per lavorare a una musica tutta sua “Stiamo lavorando alla composizione di alcune canzoni per un album. Una delle canzoni composte, intitolata ‘Warriors,’ è un inno anti-bullismo. Penso sia un argomento nel quale molti si possono identificare,” spiega. “Ho molti progetti in corso d’opera, molte cose che non vedo l’ora di fare. Sono emozionatissima!”