La tradizione del presepio italiano

Milioni di italiani celebrano questa tradizione centenaria, diffusa per la prima volta da San Francesco nel 1233. Era la vigilia di Natale di quell’anno, quando San Francesco preparò una messa in scena della storia della nascita di Gesù nella città di Greccio, Umbria. La notizia della rappresentazione si diffuse rapidamente e presto molte chiese fecero la stessa cosa, installando grandi statue realistiche per il proprio presepio.

Nel XVIII secolo, a Napoli, questa pratica divenne particolarmente importante con scene elaborate piene di statuette in legno o terracotta create da maestri scultori e commissionate per i palazzi e le case di ricchi signori. Oggigiorno, Napoli è il cuore del mercato del presepio. Di fatto, Via San Gregorio Armeno, nota anche come “Via dei Presepi”, è piena di botteghe artigianali, dove gli artisti sono impegnati tutto l’anno nella preparazione dei pezzi per le scene della Natività.

Com’è dunque possibile che questa tradizione centenaria sia ancor oggi così forte? Padre Ruggiero Dibenedetto della Parrocchia di San Tommaso D’Aquino a Toronto spiega che: “il presepio ci riporta a come la storia ha avuto inizio, alle origini del Natale.”

Per gli italiani emigrati in Canada, i presepi sono il legame con le rispettive regioni attraverso i pezzi e i materiali adoperati per crearli. Rosa Graci, direttore artistico della Galleria d’Arte Joseph D. Carrier al Columbus Centre di Toronto, ha avuto a che fare con la mostra sulla Natività tenutasi nella Upper Gallery del centro. L’esposizione ha attirato annualmente circa 5.000 sostenitori e Graci ricorda che ogni regione d’Italia esponeva i presepi esclusivamente secondo le proprie usanze. “La Natività dell’Abruzzo era antica, fatta a mano in terracotta e con abiti in materiali reali lavorati artigianalmente; mentre la Natività del Lazio era in stile barocco, realizzata a mano, in cartapesta e abiti in vera pelliccia.”

Anche l’Oratorio di Saint Joseph a Montreal rende omaggio al presepio con un’esposizione permanente della scena della Natività all’interno del museo dell’oratorio. La mostra, che esiste da trenta anni, contiene circa 200 Natività provenienti da oltre cento paesi. La curatrice del museo, Chantal Turbide, spiega il successo dell’esposizione: “Alla gente piace vedere la storia rappresentata da paesi diversi. È bello confrontarsi con le varie tradizioni. Le persone amano il presepio, anche quando non credenti, perché si tratta della nascita di un bambino, argomento nel quale si identificano.”

Presepio africano, Museo dell’Oratorio Saint-Joseph a Montreal

Per alcuni, la passione per il presepio nasce dai ricordi di momenti di condivisione familiare. Padre Ruggiero ricorda: “Ricordo che a Bari, in Italia, la famiglia si riuniva nel giorno dell’Immacolata (8 Dicembre). Facevamo il presepio e poi cantavamo canzoni e recitavamo preghiere lì davanti.”

Per Lucy Marasco, giovane italo-canadese, il presepio rappresenta un momento caro in compagnia della nonna, Lucia Molino, che Lucy accompagna a casa di amici e nelle chiese per vedere i vari presepi. “Mia nonna è in venerazione. Comincia immediatamente a recitare il rosario davanti al presepio e le si può leggere la felicità negli occhi.”

Padre Ruggiero fa notare l’importanza di tramandarsi questo rito: “Abbiamo bisogno di trasmettere queste tradizioni alle nuove generazioni. È un compito importante. Le tradizioni devono adattarsi ed essere portate avanti.

Emanuela Polin-DeLuca, insegnante alle superiori, lo fa semplicemente inserendo un’unità di studio culturale inerente al presepio nel suo programma d’italiano alla scuola secondaria Philip Pocock di Toronto. “Talvolta gli studenti “dimenticano” il significato reale catturati dall’aspetto commerciale del Natale; la mia unità aiuta a riportarli al vero significato del Natale,” spiega. “Come progetto finale, gli studenti devono creare il proprio presepe usando qualunque mezzo desiderino. Mi sono ritrovata con belle rappresentazioni di scene senza tempo sotto forma di dipinti, figure geometriche tridimensionali, materiali ecologici e via dicendo.”

È interessante notare le variazioni nelle realizzazioni dei presepi, come questi progetti ingegnosi siano decisamente cambiati nel tempo. Assieme agli elementi di base quali Maria, Giuseppe, il bambinello Gesù e gli animali, i presepi includono adesso persone e cose della vita di ogni giorno, come statuette di pescatori, pizzaioli, fruttivendoli e molto altro. Oggigiorno, è possibile anche trovare statuette mobili che rendono la Natività ancor più realistica.

Quest’anno, non appena le belle lucine e gli alberi decorati del periodo cattureranno la vostra attenzione, soffermatevi anche sui presepi. In fondo, ha tutto a che fare con la storia della nascita di Cristo nel giorno di Natale.

Museo dell’Oratorio Saint-Joseph a Montreal

written by Danila Di Croce