Make 2019 a turning point

by Adam Zara

It’s been a little over a year since the loss of my nonno Adamo, my last remaining grandparent. That prompted me to think of how it would have been easy for me, like so many of my peers, to lose the time-honoured culinary traditions he and my other nonno held sacred. For a time, I feared this would be inevitable.

The importance of nonni and the customs they have passed down are often eagerly highlighted by the young participants in Panoram Italia’s popular Living Italian Style section. And yet, it is far from a fait accompli to assume that these traditions will endure after our elders are no longer with us.

If a conscious decision isn’t made to ask questions, take notes, shoot a video, or practice alongside our nonni while they are alive and active, these treasured skills won’t stand a chance at survival past the third generation on North American soil.

Thankfully, Fall 2018 was what I would call a turning point for my own family. All began in September during tomato sauce season. It had been a decade since I’d participated in the art of cleaning, boiling, peeling and jarring tomatoes on my grandfather’s farm in Molise. With a little prodding, the Salvo, Mucciardi and Finocchiaro families took me in, and our teamwork yielded 100 mason jars – enough to take us through the cold winter. I know, I know, your nonno produces 600 in one sitting. Well, God bless him.

In October, my mom surprised us with her late mom’s specialty for the very first time: pizzelle. I’d been nagging her for months and told her that if she wanted to be my young son’s favourite nonna, the way to his heart was via delicious homemade, baked goods. She finally dusted off my nonna Anita’s old Sears pizzelle maker and molded a few dozen crispy treats for us all to enjoy for weeks on end.

And then in November, my dad and I, along with the helpful guidance of his friend Frank, finally got around to stuffing fresh Italian sausage for the first time since my nonno Adamo left us. They had just the right amount of hot pepper, salt and fennel seeds. He would have been proud. But he was certainly swearing at us from the other side because of the number of times we broke through the budelli.

As rewarding as it is to see the final result of a day’s (or half-day’s) worth of hard work, and knowing you have many months of homemade products to enjoy ahead of you, I’ve learned that a crucial part of the whole experience is the celebratory meal. With everyone around the table, brimming with pride, laughing, vino flowing and pasta disappearing, there’s just really nothing like it.

Here’s to looking forward to winemaking season next October! Any takers?

Con affetto

Adam Zara Executive Editor

adamzara@panoramitalia.com

Fare del 2019 un punto di svolta

È passato poco più di un anno da quando ho perso mio nonno Adamo, l’ultimo rimasto dei miei nonni. E questo mi ha portato a riflettere sulla facilità con cui, similmente a molti dei miei coetanei, avrei potuto perdere quelle tradizioni culinarie di vecchia data che sia lui che gli altri nonni avevano preservato sacre. Per un po’ ho temuto che ciò fosse inevitabile.

L’importanza dei nonni e dei costumi che questi tramandano viene spesso evidenziata con entusiasmo dai giovani che partecipano alla popolare sezione di Panoram, Living Italian Style. Pur tuttavia, il dare per assunto che queste tradizioni perdureranno anche dopo che i nostri anziani non saranno più con noi, è lungi dalla realtà dei fatti.   

Se non si sceglie coscienziosamente di fare domande, prendere appunti, girare un video o esercitarsi assieme ai nonni finché vivi e attivi, queste preziose abilità non hanno speranza di sopravvivere per più di tre generazioni in suolo nordamericano.

Per fortuna, l’autunno del 2018 si è rivelato quello che definirei un punto di svolta per la mia famiglia. Tutto ha avuto inizio a settembre durante la stagione della conserva di pomodoro. Erano passati dieci anni da quando avevo preso parte all’arte di pulire, bollire, pelare e imbottigliare pomodori nella fattoria di mio nonno in Molise. Spronato dalle famiglie Salvo, Mucciardi e Finocchiaro mi sono ritrovato coinvolto, e la nostra squadra ha prodotto 100 barattoli – sufficienti a farci passare il gelido inverno. Lo so, lo so, vostro nonno ne prepara 600 in una volta sola. Beh, che Dio lo benedica!     

A ottobre, mia madre ci ha sorpresi per la prima volta con la specialità della sua compianta madre: le pizzelle. L’avevo assillata per mesi dicendole che per diventare la nonna preferita di mio figlio, il modo per conquistarlo era quello di preparargli deliziosi dolci da forno fatti in casa. Alla fine ha riesumato la macchinetta per le pizzelle di Sears di mia nonna Anita e ci ha preparato qualche dozzina di queste delizie croccanti affinché ce le godessimo per intere settimane.   

A novembre poi, io e mio padre, assieme alle utili indicazioni del suo amico Frank, abbiamo finalmente trovato il tempo di insaccare la salsiccia fresca all’italiana, per la prima volta da quando mio nonno Adamo ci ha lasciati. Aveva proprio la dose perfetta di peperoncino, sale e semi di finocchio. Ne sarebbe stato fiero. Ma di certo ci ha inveito contro dall’aldilà tutte le volte in cui abbiamo perforato i budelli. 

Per quanto gratificante possa essere il risultato finale dopo una giornata (o mezza) di duro lavoro, o il sapere di avere dinnanzi una riserva di molti mesi di prodotti fatti in casa, ho imparato che parte cruciale di tutta l’esperienza è il pasto celebrativo alla fine! Tutti attorno alla tavola, traboccanti d’orgoglio, vino a fiumi e la pasta che va sparendo…non c’è nulla di paragonabile! Non ci resta che attendere l’arrivo della stagione della preparazione del vino il prossimo ottobre! Qualcuno interessato?

Con affetto

Adam Zara Executive Editor

adamzara@panoramitalia.com