All Hail Neapolitan Pizza

Montreal ne prende una bella fetta

Da sempre considerata un alimento base della cultura italiana, la pizza napoletana non è mai stata così popolare, avendo recentemente ottenuto un riconoscimento di proporzioni globali. Nel dicembre 2017 l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) ha aggiunto l’arte della pizza napoletana alla lista dei Patrimoni Orali e Immateriali dell’Umanità.

Una così alta considerazione per questa classica pietanza italiana non è una novità a Montreal; la città ha visto un’affluenza di pizzerie napoletane e frequentatori negli ultimi anni. “Da quando sono a Montreal ho notato la stessa esplosione della pizza napoletana che c’è stata in Italia 10 anni fa”, dice Mirko D’Agata, chef esecutivo e istruttore per Pizzeria N° 900 a Montreal. “Tutti hanno cominciato a mangiare e a fare la pizza napoletana.” A testimonianza della grande richiesta, ci sono ad oggi 16 ristoranti Pizzeria N° 900 in tutta la provincia e sono previste altre tre aperture quest’anno. “Come fa ad essere una delle migliori ricette mai esistite? È una cosa semplice da fare ma essendo così unica può effettivamente risultare complicato ottenere il risultato desiderato,” spiega lo chef Erik Mandracchia del ristorante Fiorellino.

Secondo Mandracchia il segreto di un’ottima pizza napoletana è di essere meticolosi aggiungendo al contempo un tocco di finezza. “È fondamentale rispettare l’impasto come qualcosa di vivo. Questo ti farà sapere quando è ora di infornarlo.

La temperatura è un fattore importante perché l’impasto reagisce all’ambiente in cui si trova. Con la semplicità di tre ingredienti di base, si possono creare diversi tipi di pizza: Margherita, Caprese, Rustica. Sono questi i pilastri degli stili più popolari a Montreal.”

In Italia e nel mondo, generazioni di abili pizzaioli come Mirko D’Agata hanno perfezionato quest’arte culinaria. Mirko viene da Torino, in Piemonte, è istruttore e pizzaiolo riconosciuto dalla prestigiosa Associazione Verace Pizza Napolentana con sede a Napoli. Lo scorso anno è arrivato secondo all’International Pizza Challenge nell’International Pizza Expo a Las Vegas, un evento annuale che mette in luce i migliori pizzaioli del mondo.  Ha vissuto a Montreal negli ultimi sei anni e ha affinato le sue capacità di pizzaiolo da quando ne aveva 16. D’Agata dice di aver notato che, grazie alla crescente domanda di pizza napoletana, i pizzaioli sono tenuti in grande considerazione. “Viene ridonato valore al mestiere,” spiega.

Il processo si compone di quattro fasi distinte: preparare l’impasto, stenderlo ricavandone una forma, infornarlo in un forno a legna a temperatura altissima e ruotarlo ad intervalli regolari per garantire uniformità. “Credo che l’esperienza quasi teatrale di assistere al processo di preparazione della propria pizza – dall’impasto alla cottura in un bellissimo forno a legna – faccia anche parte del fascino che induce i clienti a tornare,” dice Mandracchia.

A La Bottega, situata nel cuore di Little Italy a Montreal, la cultura di quest’arte si è elevata oltre il semplice mangiare. Massimo e Fabrizio Covone, co-proprietari di La Bottega hanno assicurato un lascito degno dell’UNESCO. Fabrizio è un mastro pizzaiolo riconosciuto, avendo appreso l’arte in Italia. “La nostra famiglia è stata una delle prime a presentare la vera pizza in stile napoletano a Montreal,” spiega Massimo.

La Bottega è all’altezza del proprio nome, in quanto oasi per l’amata pietanza. “Usiamo ingredienti di qualità importati da Napoli. Miriamo a produrre la pizza napoletana con il riconoscimento che merita,” spiega Massimo, il quale crede che siano la freschezza e la semplicità della pizza napoletana ad attrarre i buongustai di Montreal. “In generale, i frequentatori di ristoranti sono divenuti più consci della qualità del cibo che consumano. La pizza napoletana è considerata un’opzione sana rispetto a quella spessa, tipica occidentale, a cui siamo abituati.”

Dopotutto, aggiunge, è una forma d’arte in stile tutto italiano. “La pizza napoletana è una creazione delicata,” dice. Bisogna riconoscerle il rispetto che merita e in cambio la sua autenticità ti regala un piacere che appaga lo spirito.”