Dietro il mito Fabrizio De Andrè

written by Vittoria Zorfini

Le 6 cose da sapere su Fabrizio De Andrè

1.Nasce il 18 febbraio del 1940 a Genova nel quartiere della Foce. Tra gli amici di sempre ci sono altri due autori importanti della scena musicale del tempo: Luigi Tenco e Gino Paoli. Negli anni Sessanta sono loro alcuni dei protagonisti della cosiddetta scuola genovese (movimento culturale e artistico sviluppatosi intorno al 1960 nel capoluogo ligure, legato prevalentemente alla canzone d’autore).

 

“Chiedersi perché […] Genova sia l’epicentro storico della musica d’autore italiana

e fucina ineguagliabile di talenti è un po’ come domandarsi

perché i Beatles sono nati proprio a Liverpool e il Rock’n’Roll negli Stati Uniti”

Elio Giuliani, La Repubblica

Altro grande amico di infanzia è l’attore Paolo Villaggio che racconta: “I nostri genitori erano molto amici, si vedevano spesso e insieme andavamo in vacanza, in montagna, in un paese vicino a Cortina d’Ampezzo, al mare, in campagna”.

2.A due esami dalla laurea, De André lascia Giurisprudenza, lavora insieme a Paolo Villaggio sulle navi della Costa Crociere, le stesse dove c’era anche Silvio Berlusconi.

3.I suoi testi sono spesso di denuncia, di guerra e di critica al potere. Tra i temi ricorrenti c’è la morte ma anche molti riferimenti culturali come nell’album Tutti morimmo a stento (1968) ispirato alla poetica di Francois Villon e quello de La buona novella (1970) ispirato ai Vangeli apocrifi, mentre Non al denaro non all’amore né al cielo (1971) è composto sui testi dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters.

4.Il 27 agosto del 1979 viene rapito insieme a sua moglie Dori Ghezzi in Sardegna. Dopo quattro mesi di prigionia vengono rilasciati dall’anonima sequestri dopo il pagamento del riscatto.

5.Cantautore ma non solo. Infatti le canzoni Il gorilla, Marcia nuziale, Delitto di paese sono la versione italiana di alcune canzoni di Georges Brassens. Ha inoltre tradotto alcuni brani di Bob Dylan e Leonard Cohen.

6.Tra le sue citazioni più celebri ricordiamo la seguente: ”Benedetto Croce diceva che fino all’età dei diciotto anni tutti scrivono poesie. Dai diciotto anni in poi, rimangono a scriverle due categorie di persone: i poeti e i cretini.E quindi io precauzionalmente preferirei considerarmi un cantautore”.

Fonte Enciclopedia Treccani