Bach, Brady, Beatles: 150 guitares

Musique pour 4, 16 et 150 guitares électriques, Tim Brady et Instruments of Happiness

Ieri, domenica 24 febbraio, l’Oratoire Saint-Joseph di Montréal ha ospitato un incredibile concerto ideato dall’artista Tim Brady insieme a più di 150 chitarre elettriche e 6 direttori d’orchestra. I chitarristi erano posizionati lungo le navate laterali e sull’altare, alle 15:30 la sala era gremita di gente e chi non ha trovato posto si è seduto per terra. Il programma prevedeva musiche di Johann Sebastian Bach, compositore molto amato da Tim Brady, musiche dei Beatles, gruppo importante per la sua formazione giovanile. Proprio il rigore e la grande tradizione classica insieme alla rivoluzione apportata dai Beatles, hanno ispirato la composizione dell’artista As Many Strings As Possible, playng: Symphony #9, per 150 chitarre elettriche.

Una delle cose più incredibili di questo concerto è stata la bellezza di vedere e percepire la grande forza della musica, una vibrazione potente data dal suono di oltre 150 chitarre elettriche. Immaginate poi di sedere accanto ad un gruppo di chitarristi tutti diversi per età ed esperienza, e notare che tra di loro ci sono anche dei bambini, un po’ come a sottolineare che la musica è per tutti.

Ho fatto due chiacchere con una chitarrista che ha preso parte all’evento. Lei si chiama Daria C.Boffito, Ph.D., Professeure Adjointe, del Polytechinque Montréal, nata a Rho in provincia di Milano dove è cresciuta. Come tanti italiani si è trasferita a Montréal e vive qui da circa 6 anni.

Ci siamo incontrate al Café Sfouf dove mi ha raccontato della sua grande passione per la scienza sin da quando era piccola, di come sia una persona che non sa stare ferma e per questo si interessa a tanti progetti diversi tra cui, chiaramente, la musica. “Ho una grande passione per la musica metal che condivido anche con mio marito e anche un po’ con mia madre. Ma ascolto anche tanta musica classica”. Mentre mi racconta delle prove per il concerto e del fatto che bisogna vestirsi tutti rigorosamente di nero, dell’importanza della puntualità sebbene si tratti di un progetto con tanti principianti come lei, aggiunge inoltre una frase che mi è rimasta impressa riguardo a questo tipo di ambiente musicale: “It’s an old boys club, mi hanno detto. Nel mio gruppo siamo solo due donne su 26 membri”. Ma è un inizio. Poi le ho chiesto da cosa nascesse la passione per la chitarra elettrica. “Da piccola suonavo ma non avevo la testa per continuare. Ho iniziato l’anno scorso. Ho iniziato perché ero incinta ma ho avuto parecchi problemi durante la gravidanza e quindi sono stata costretta a casa per diverso tempo, ho avuto poi un aborto dopo venti settimane. Per cui ho iniziato a suonare perché non potevo uscire, e adesso non voglio mollare perché suonare mi lega al ricordo di mio figlio. Ed essere dentro a questo progetto mi motiva ancora di più a continuare”.

Un progetto che potremmo definire grandioso per il solo fatto che ha unito così tanti musicisti in un unico luogo e perché ha portato ognuno dei 150 chitarristi, con motivazioni più o meno diverse, ad essere parte di questa grande performance. Vi lascio una frase di Tim Brady che forse sintetizza al meglio il perché sia così importante la musica.

« Mon intérêt pour l’instrument est vraiment né le 9 février 1964, quand j’ai vu les Beatles à l’émission d’Ed Sullivan. La guitare (la musique!) existe pour nous rendre heureux, triste, contemplatif, extatique… On ne peut jamais être triste si on a une guitare dans les mains. Il n’y a là aucun doute : c’est un « instrument de bonheur. » Tim Brady

Tim Brady + Instruments of Happiness – 100 guitares