Transhumance in Italy from Puglia to the Molisan Mountains

photos Chris Neglia

La transumanza in Italia, dalla Puglia alle montagne molisane

di Chris Neglia

Nella selvaggia e sperduta regione italiana del Molise, la transumanza è un’antica tradizione in cui i mandriani accompagnano il bestiame in un viaggio stagionale dalle vallate ai pascoli montani, percorrendo una rete di sentieri millenari. 

foto di Chris Neglia

Si tratta di un rituale ancora praticato dalla famiglia Colantuono. Il 22 maggio, si mettono in viaggio con le loro 300 mucche lungo il faticoso sentiero che parte da San Marco in Lamis ai piedi del massiccio del Gargano, fino al borgo medievale di Frosolone, a ben 180 chilometri di distanza. 

I Colantuono praticano la transumanza da secoli. In primavera, le loro mucche podoliche e marchigiane devono spostarsi per poter raggiungere climi più temperati e per mangiare erba fresca che risulterà nella produzione di mozzarella, caciocavallo e manteca di altissima qualità.

foto di Chris Neglia

Carmelina Colantuono è la proprietaria e mandriana della fattoria che si assicura che tutto vada liscio,  dal coordinamento con la polizia per il blocco delle strade statali, al saluto ai sindaci dei paesini da cui passano. I suoi fratelli – Franco, Antonio, Felice e Nunzio – accompagnano la mandria. Vengono aiutati da 15 membri della famiglia allargata, tutti accomunati dal forte desiderio di preservare lo stile di vita pastorale dell’Italia meridionale.

La transumanza ha luogo ogni anno alla fine di maggio per far sì che coincida con la luna crescente (quando il livello di luminosità della luna aumenta di notte in notte) cosicché la mandria, che viaggia di notte, può facilmente seguire il tratturo. Il rito pastorale ha inoltre un rapporto di simbiosi con la natura. Colantuono spiega che, durante la loro lenta migrazione, le mucche mangiano una quantità enorme di erba, ingerendo i semi che raggiungono i loro stomaci e vengono depositati in nuovi pascoli.  “Le mucche contribuiscono a diffondere la biodiversità lungo il percorso.” 

photo by Chris Neglia

Lungo il tratturo del re (grande via di passaggio delle greggi per lo sverno, fonte Treccani), la mandria attraversa una pianura prima di raggiungere il fiume Fortore, di cui si parla nella Storia Naturale di Plinio. È il sito di un antico ufficio doganale del periodo borbonico, dove i viandanti venivano tassati per i beni che trasportavano. I Colantuono trascorrono la notte nella Chiesa della Madonna del Ponte. 

Al mattino, cominciano la loro ascesa verso le montagne molisane, dove la terra è interamente coltivata a grano. Quest’anno è importantissimo per le comunità rurali che praticano la transumanza. Lo scorso marzo, l’Italia ha richiesto ufficialmente che la transumanza venga inserita nella lista del Patrimonio Immateriale dell’UNESCO. La domanda è stata inoltrata a Parigi dal ministro italiano delle politiche agricole, e coordinato con l’Austria e la Grecia, i cui mandriani portano avanti la stessa tradizione.  L’iter di valutazione è in corso e il consiglio governativo dell’UNESCO comunicherà la propria decisione alla fine di quest’anno. 

“Stiamo portando avanti l’iter iniziato per ottenere il riconoscimento da parte dell’UNESCO per il mantenimento dei tratturi e della società della transumanza,” afferma Colantuono. Per la famiglia Colantuono, il riconoscimento della transumanza a livello internazionale sarebbe di grande importanza. Li aiuterebbe a ricevere il sostegno dall’Italia e dall’Europa per poter mantenere viva la transumanza, preservando il legame tra l’uomo, la tradizione e la terra.