Intervista al senatore Tony Loffreda

photo par David Kawai

di Carole Gagliardi

Tony Loffreda, nel corso della sua impressionante carriera, ha ricoperto numerose cariche, nel settore bancario, come vicepresidente regionale, ai Servizi finanziari commerciali, fino alla nomina di vicepresidente della Gestione del patrimonio della Banque Royale du Canada.

Finanziere, filantropo, cittadino attivo e appassionato, Tony Loffreda ha sostenuto un numero incalcolabile di cause sociali ed umanitarie durante i suoi 35 anni di carriera. È stato membro del consiglio d’amministrazione dell’Université Concordia, du Centre intégré universitaire de santé et de services sociaux du Centre-Ouest-de-l’Île-de-Montréal, di Montreal International, della Fondazione comunitaria italo-canadese e della Camera di commercio italiana in Canada. È stato membro del Board of Trade of Metropolitan Montreal, ha presieduto ad alcune attività di finanziamento per cause come l’École à Pas de Géant, l’Hôpital général juif de Montréal e l’Institut du cancer de Montréal. Egli è, prima di ogni altra cosa, un cittadino canadese impegnato e fiero delle proprie origini italiane e familiari. Nominato il 23 luglio 2019, il senatore Loffreda è entrato ufficialmente in servizio il 5 dicembre.

Loffreda è nato a Montreal nel 1962 ma ha in qualche modo vissuto la lunga traversata che separava l’Italia dal Canada, ben al riparo nel ventre della madre al settimo mese di gravidanza. Al loro arrivo, la nonna di Loffreda si fa il segno della croce. “Si preoccupava all’idea di dover sfamare una nuova famiglia.” Si stabiliscono su rueVersailles a St-Henri e per le esigenze giornaliere della famiglia, quali abiti, mobili e libri, si recano a Salvation Army. “Eravamo in nove in una pic- cola abitazione di 3 stanze e mezzo.”

Da bambino, Loffreda parla solo l’italiano. Frequenta la scuola elementare anglofona St. Rita.‘’All’inizio abbiamo abitato in un seminterrato sulla via Millen ad Ahuntsic. Sei anni dopo, ci siamo trasferiti al piano superiore. Fu un grande passo per la mia famiglia.Stavamo risalendo la scala sociale e a partire d’allora,facevamo parte della classe media, ne andavo fierissimo! Mio padre era tappezziere, veniva pagato 27 centesimi per ciascun materasso. Le sere, lo aiutavo a contare la sua paga giornaliera. Con il senno di poi, mi rendo conto che, l’aver conosciuto una tale povertà, si è rivelato una ricchezza inestimabile.”

Ha conosciuto un certo successo nel corso della sua carriera, è importante per lei?
Tutto quello che faccio, lo faccio con passione e con l’intenzione di riuscire. Non mollo mai. Non provo passione solamente per ciò che mi piace, così è facile, ma ho imparato a farmi piacere ciò che devo fare. In inglese si dice To have a purpose, avere un motivo per alzarsi al mattino ed avere quella voglia, quel desiderio di adempimento. Mi appassionano i risultati. La riuscita non è per me ma per gli altri, i miei collaboratori, i miei clienti. Non ho mai portato a termine un incarico per avere successo, ma per la soddisfazione di un lavoro ben fatto.

È stato nominato dal Primo Ministro Trudeau, eppure ha annunciato la sua decisione di diventare senatore indipendente. Perché?
I senatori sono indipendenti e non fanno parte di un partito politico, quello è il risultato della riforma del Governo Trudeau. Veniamo nominati in base ai nostri talenti e meriti, non per la nostra affiliazione politica. Il Primo ministro Trudeau vuole che il Senato rimetta in questione certe decisioni. Il Senato può fare delle proposte di legge ma il suo ruolo è essenzialmente quello di migliorare le legislazioni proposte e la qualità della vita dei canadesi. I senatori sono delle persone con una certa esperienza che vengono consultati perché hanno una buona capacità di giudizio e un’integrità assoluta. L’integrità, per quel che mi riguarda, è una qualità non negoziabile.

Quali erano i valori trasmessi in famiglia?

L’umiltà, l’onestà, l’integrità, lavorare sodo. Bisognava meritarsi ciò che si voleva. Quando chiedevo a mio padre di andare al cinema, immancabilmente mi domandava: “Pensi di essertelo meritato? Ti sei impegnato questa settimana?” Quando frequentavo la prima elementare, prima di andare a lavorare, mia madre mi assegnava degli esercizi di matematica e mi diceva: “Voglio che stasera siano tutti completati.” Ero avanti rispetto agli altri allievi ma lei aggiungeva: “Il tuo professore mi ha detto che sei il primo della classe…non è possibile, è solo che non sei in una buona classe!” Niente “bravo”, mi faceva lavorare ancora di più.

Ambiva a diventare senatore?

Ricordo che i senatori della nostra comunità Pietro Rizzuto, Consiglio Di Nino e la senatrice Marisa Barth erano molto rispettati. Stranamente, alla Banque Royale mi avevano soprannominato il senatore perché tutte le decisioni importanti legate al Quebec, passavano sempre da me. Sono un grande tifoso dei Montreal Canadiens e quando Serge Savard veniva chiamato ‘senatore’, ho trovato questa nomina nobile e prestigiosa. Sì, per me, era un sogno.

Ci sono degli argomenti che le interessano in modo particolare?

Sarò al senato per i prossimi 18 anni, è impor tante garantire continuità, ecco perché adesso si nominano senatori più giovani. Sono lì per il benessere dei canadesi, con la mia conoscenza del settore bancario e la mia integrità. L’educazione e la salute sono dei temi essenziali per la nostra società.Anche migliorare la qualità della vita dei canadesi e dedicarmi ai documenti inerenti agli Affari esteri sono fondamentali.

Riuscirà a mantenere il suo impegno nella comunità?

Mi sono dimesso da tutti i comitati e consigli dei quali facevo parte per evitare qualunque conflitto d’interesse. Alcuni mi stavano particolarmente a cuore, ma non potevo fare dei favoritismi.Voglio fare un lavoro onesto in tutta rettitudine, mi sembrava importante mantenermi neutrale. In alcuni casi mi si è spezzato il cuore ma era la giusta decisione da prendere.Voglio essere un senatore eccellente al servizio di tutti i canadesi e conto di apportare un valore aggiunto. Proporre e migliorare delle leggi e la vita dei canadesi, è il mio progetto per i prossimi 18 anni. Esercitare un buon giudizio è fondamentale e per farlo ci vuole impegno. Non basta avere un’opinione. Voglio avere capacità di giudizio, conoscere tutti i documenti a fondo e, per fare ciò, devo dedicarci del tempo. Voglio fare la differenza.Alzarmi ogni mattina con la voglia e il desiderio di svolgere un lavoro di qualità e contribuire al miglioramento della società nella quale viviamo.