Lino Saputo risponde all’inchiesta di Radio-Canada

DICHIARAZIONE DEL SIGNOR LINO SAPUTO IN SEGUITO ALLA DIFFUSIONE TELEVISIVA DI UN SERVIZIO DEL PROGRAMMA ENQUÊTE DI RADIO-CANADA

Il 16 gennaio 2020, la trasmissione di Radio-Canada Enquête ha tentato di farmi apparire colpevole per associazione citando alcuni presunti legami tra me e la mafia italiana. Questo servizio mi costringe a reiterare quanto ripeto da decenni: sono una persona integerrima e onesta e lo sono sempre stato. So che non ho nulla da rimproverarmi e che non mi sono mai associato alla criminalità organizzata. La trasmissione tratta di situazioni che hanno già fatto notizia e che risalgono a più di cinque decenni fa. Il servizio è essenzialmente incentrato sul recupero di vecchie storie e non offre alcuna nuova prospettiva.
Per parlare del mio percorso personale, ho scritto all’età di 82 anni le mie memorie in cui racconto gli aspetti positivi, ma anche le difficoltà alle quali sono andato incontro.
In un capitolo intitolato Il confronto con le avversità, rivelo una serie di vicende spiacevoli e gravide di conseguenze sulle mie attività. Racconto in questo capitolo le battaglie che ho dovuto sostenere per ristabilire la mia reputazione e garantire il successo delle nostre aziende. Se non ho riesaminato alcune di queste allusioni è semplicemente perché non hanno avuto alcun impatto sulla mia vita o sulle mie attività.
È vero che attribuisco la massima importanza alla mia reputazione. Ma ancora più essenziale per me è il sostegno indefesso dei nostri partner e delle decine di migliaia di dipendenti delle nostre aziende alle quali abbiamo dedicato la vita per il successo delle nostre attività. Tutti loro sono un motivo di immenso orgoglio per me.
Questo successo non è opera di un solo uomo o di un solo imprenditore: è opera dei miei genitori, di mia moglie, dei miei figli e nipoti, dei nostri dipendenti e dei nostri fornitori. Tutto ciò, in sostanza, è stato possibile grazie ai nostri clienti e a tutti coloro che hanno riposto in noi la loro fiducia e ai quali sono profondamente grato.
Posso dire senza esitazione che ho realizzato quasi tutti i miei sogni. L’unico che non è stato pienamente raggiunto è quello di non aver potuto, una volta per tutte, lasciarmi alle spalle questi sospetti che gravano su di me. Oggi, all’epilogo della mia vita, sento di aver dato prova di me stesso, e come cittadino sento di aver dato un grande contributo alla società. Adesso vorrei dedicare i prossimi anni ai nostri successi e a ciò che dobbiamo ancora costruire. Da allora in poi, non voglio più impegnare sforzi ed energie a giustificarmi o a pronunciarmi su commenti falsi e malevoli fatti in pubblico nei miei riguardi.
Purtroppo, però, il contenuto del servizio non mi lascia altra scelta se non quella di rimettermi ai miei avvocati che provvederanno a inviare una diffida rivolta ai giornalisti del programma Enquête e alla Société Radio-Canada.
Non farò ulteriori commenti.