Racalmuto

Racalmuto ed Hamilton, eppure, un comune denominatore ce l’hanno e sono proprio i racalmutesi, oggi circa 25.000 nella città canadese, molti di più degli 8.000 abitanti del paese in Sicilia.

Ad Hamilton la più folta comunità di Racalmutesi all’estero ha espresso, in passato, non solo un vicesindaco di origine racalmutese, Vincent Agrò, ma anche un parlamentare, Gary Pillitteri.

Hamilton, come altre città nordamericane, fu una delle mete prescelte dai numerosi emigranti che lasciarono l’Italia nella prima metà del Novecento. La città, posta sulla riva occidentale del lago Ontario, rappresentò una fortunata opportunità di lavoro nell’industria siderurgica, che le valse il nome di “Steel city”, città dell’acciaio.

Nel frattempo, però, Racalmuto ha sempre fatto i conti con la propria storia e con le radici aspre e spesso difficili da gestire col resto del mondo. Nel tempo ha messo in moto iniziative per scrollarsi da dosso quella fama di territorio legato solo a fatti relativi alla mafia. Una reputazione pesante come una zavorra e liberarsene non è semplice né immediato.

La cittadina sorge in uno spazio fertile di risorse naturali: le miniere di zolfo e di sale, queste ultime sono state, e lo sono tuttora, il cardine dell’economia locale per la presenza di un giacimento prezioso che sembra sia addirittura il terzo nel mondo. Ma è anche la città che nel 1921 diede i natali a Leonardo Sciascia, lo scrittore conosciuto sia per le sue pubblicazioni che per i suoi interventi di polemica politica e civile degli anni Ottanta, compresi quelli su mafia e antimafia.

Sciascia, portavoce dell’illusione e della disillusione di una terra troppe volte ferita e ingannata, oggi sarebbe testimone di progetti di rinnovamento culturale volti a intraprendere percorsi di ricostruzione della legalità.

Il Consiglio comunale di Racalmuto, nel marzo del 2012, è stato commissariato per mafia, dando adito ancora una volta a nuove ragioni per cui essere giudicato criticamente. L’ex ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, responsabile del provvedimento, si è recata di persona a Racalmuto appena insediati i commissari prefettizi in aprile. E a luglio è tornata dichiarandosi “innamorata” di questo piccolo centro che ha calamitato tanti personaggi illustri.

Lo scioglimento del Comune, sebbene fosse un provvedimento negativo, ha però dato impulso a idee concrete con il supporto, ad esempio, di Confindustria. Ecco allora la riapertura del Teatro comunale che diventa una scuola di mestieri, o i master per laureati ospitati dalla Fondazione Sciascia, o, ancora, lo stanziamento di fondi per i giovani.

Non è facile rinnovare in questa terra se non si eliminano vizi antichi, e chi resta lo sa. Quelli che sono rimasti ed hanno scommesso sull’enorme sforzo che comporta misurarsi con le vecchie logiche sanno bene quanta fatica comporti. Chi è andato via ha trovato altre opportunità in terre nuove, ha messo in gioco energie in progetti basati sul lavoro sicuro e regolare e sul funzionamento dei servizi.

Tuttavia ciò non ha mai lasciato che si recidesse il cordone ombelicale con la terra natìa; ecco allora che dal 1986 Hamilton è gemellata con Racalmuto, iniziativa che ha dato il via a numerosi scambi sociali e culturali.

Uno di questi è la celebrazione della Madonna del Monte che si svolge ogni anno ad Hamilton, così come a Racalmuto, ripetendo e riproducendo in parte gli stessi riti e le stesse tradizioni della terra d’origine con tanto di Comitato e Fratellanza Racalmutese.

Una festa tanto carica di energia che Sciascia la paragonò alla “fiesta” di San Firmino a Pamplona. Le immagini dei tori che si scatenano in mezzo alla folla rievocano i cavalli infuriati di Racalmuto nel corso dei momenti clou, quali la salita dei devoti a cavallo lungo la scalinata che conduce al Santuario; o la lotta tra i proprietari terrieri, i cosiddetti ‘burgisi’, per impadronirsi della bandiera ricamata in oro raffigurante la Madonna, posta sulla sommità di un cero votivo gigante riccamente decorato.

Nella seconda settimana di luglio, il paese diventa il luogo dove portare a spasso l’amor sacro e l’amor profano, in cui ci si lascia andare anche ad ancestrali riti che attraggono non solo i Racalmutesi, ma tutti i visitatori che si riversano in paese per assistere a queste insolite manifestazioni religiose.

E così la Regalpetra di Sciascia, da un capo all’altro del mondo da secoli e di recente, asseconda la volontà di unione e condivisione della sua gente.

written by Giacoma Adamo