Torino Gastronomic City

How is the food nowadays in the city of the Mole? Good, very good, according to food critic, Luca Iaccarino, editor of the guide I cento, published by EDT, which compiles a yearly list of Torino’s best restaurants and trattorias. “Eating out in the city of the Mole has never been this good,” he explains.

“This is not just a slogan, but simply the truth, for a number of reasons. Because on top of building on ancient traditions, torinese gastronomy has benefited from the city’s touristic appeal, but also from the rise of a new generation of restaurant owners and refined, educated patrons. A city filled with talented chefs and appreciative “food lovers” can only result in an outstanding offer of restaurants. Moreover, the fact that Torino is neither too rich nor too touristy also contributes to maintaining prices well below average compared to other major Italian and European cities.” 

Ristorante Del Cambio, Turin

The eno-gastronomical possibilities in Torino have multiplied in recent years. One can find historically renowned restaurants, such as Del Cambio, where Cavour ate in the 1800s, and now managed by chef Matteo Baronetto who used to be a sous-chef under Carlo Cracco in Milano. There are also traditional trattorie (piole) and restaurants whose chefs have been able to experiment without ever compromising on the quality of the local produce. If we were to make a list of eateries not to miss, one would inevitably have to draw from a mix of traditional and innovative restaurants as well as refined and more popular places. 

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“A CITY FILLED WITH TALENTED CHEFS AND APPRECIATIVE

“FOOD LOVERS” CAN ONLY RESULT IN

AN OUTSTANDING OFFER OF RESTAURANTS.”

 

Anyone interested in a gastronomic tour of Torino would absolutely have to visit Davide Scabin’s Combal.Zero, located by the Castello di Rivoli. For many years now, this two-star Michelin restaurant has been the true laboratory of avant-garde cuisine in Torino. According to Iaccarino, “when it comes to the quality of the food, this is probably the best restaurant in the country.” 

Chef Davide Scabin of Ristorante Combal.Zero, Turin

As for more popular joints, Il Consorzio is a true mecca for quinto quarto (offal), cheese, natural wines and out of the ordinary food lovers. Praised by many, this is one of the best neo-osterie (neo-taverns) of Italy. 

Ristorante Il Consorzio, Turin – tortelli alla finanziera

For those looking to experiment the authenticity of a vintage “piola,” is Caffè Vini Emilio Ranzini, located in the oldest part of the city. It is a true osteria serving hard-boiled eggs, anchovies al verde (with parsley, spicy pepper, garlic), with local Barbara wine. 

Caffè Vini Emilio Ranzini, Turin

And for those who would like to see the place where the Eataly phenomenon was born (just a few metres from the Lingotto), a visit to DisGuido is a must. The bistro owned by the Vicina family (from the Casa Vicina) can be found inside Eataly’s supermarket. They offer high quality produce and delicious traditional meals at popular prices.

From a strictly gastronomic point of view, Torino is profoundly linked to the territories of the Langhe, the Roero and the Monferrato. These areas are not only famous for their wines, but also for their many excellent foods and traditional dishes, such as agnolotti (flattened pasta dough filled with meat and vegetables), which are according to Luca Iaccarino the true signature dish of torinese cuisine. This is notwithstanding the fact that focusing on a single dish is like having to choose only one song from the entire Beatles repertoire. 

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In fact, Mariachiara Montera, a food strategist originally from Salerno, now living in Torino (www.mariachiaramontera.it), would rather choose the finanziera as her favourite torinese recipe. “When well cooked, this ancient dish made with the internal organs and entrails of the butchered animals, really brings out all the flavours of its ingredients. The finanziera is about recovering parts rarely valued and turning them into comfort food. It is an age-old dish that is still incredibly modern,” she says.

Montera believes that the cuisine from Torino, which hails from tradition, has managed to redefine itself, “answering a request from its people for good food and new experiences. With this in mind, one cannot avoid speaking about Il Contesto Alimentare, a small restaurant that has contributed elevating Piedmontese cuisine with its own personal interpretation of its many dishes.”

Ristorante Il Contesto Alimentare, Turin

(Translated by Antonio D’Alfonso)

Torino Torino città gastronomica

 A cura di Paolo Patrito

Un viaggio a Torino e in Piemonte non può dirsi completo senza aver approfittato della cucina, che può a pieno titolo essere definita una delle migliori d’Italia per tradizione e qualità degli ingredienti. Anche la pasticceria e il cioccolato, come il vino, hanno un ruolo importante, e possono essere gustati nei tanti locali storici che costellano la città. 

Ma come si mangia, oggi, sotto la Mole? Bene, anzi benissimo, almeno se-condo il parere del più noto critico gastronomico della città, Luca Iaccarino, direttore della Guida “I cento”, edita da EDT, che ogni anno compila la lista dei migliori ristoranti e trattorie torinesi. “Sotto la Mole non si è mai mangiato così bene – spiega – Non è uno slogan, è vero. Per tanti fattori. Perché su una tradizione secolare si è innestata non solo, non tanto la vocazione turistica – il turismo ha effetti ambigui sulla ristorazione, da un lato le dà linfa, dall’altro alimenta le “trappole” – quanto una nuova generazione di ristoratori e di clienti maturi, consapevoli, istruiti. Una città in cui non ci sono solo buoni cuochi ma anche buoni “mangiatori” non può che produrre un’ottima 

ristorazione. Inoltre il fatto che Torino non sia troppo ricca o turistica, appunto, mantiene i prezzi assolutamente al di sotto della media delle maggiori città italiane e europee”.

Ristorante Del Cambio, Torino

L’offerta enogastronomica è molto cresciuta negli ultimi anni, e oggi comprende locali storici (uno tra tutti il celebre ristorante “Del Cambio”, frequentato da Cavour, oggi rinnovato sotto la guida dello chef Matteo Baronetto, già sous-chef di Carlo Cracco a Milano), trattorie della tradizione (le cosiddette piole) e locali che hanno saputo sperimentare mantenendo altissima la qualità delle materie prime offerte dal territorio piemontese. Va da sé, dunque, che un possibile elenco di posti “da non mancare” in città preveda un mix di tradizione e innovazione, locali top e popolari. 

 

“UNA CITTÀ IN CUI NON CI SONO SOLO BUONI CUOCHI MA ANCHE BUONI “MANGIATORI”

NON PUÒ CHE PRODURRE UN’OTTIMA

RISTORAZIONE.”

 

Così un tour gastronomico di Torino non può escludere una visita al Combal.Zero di Davide Scabin, presso il Castello di Rivoli, il ristorante due stelle Michelin ormai da anni tempio della cucina d’avanguardia sotto la Mole. “Per cucina è il miglior ristorante d’Italia – dice Iaccarino – certamente il più sorprendente.” Dal lato pop, invece, il Consorzio è una vera mecca per gli amanti di quinto quarto, formaggi, vini naturali ecucina coraggiosa, senza paura. Da molti è considerato, a ragione, una delle migliori neo osterie d’Italia. 

 Chef Davide Scabin, Ristorante Combal.Zero, Torino

Più classica, come nelle vere “piole” di una volta, l’esperienza da Caffè Vini Emilio Ranzini, una mescita con le uova sode, le acciughe al verde e la barbera, tra i vicoli della città più antica. 

 

Ristorante Il Consorzio, Torino – tortelli alla finanziera

Per chi volesse andare sui luoghi dov’è nato il fenomeno Eataly, consiglio una visita da DisGuido, il bistrot della famiglia Vicina (dello stellato Casa Vicina), dentro il supermercato di cibi di alta qualità, a fianco del Lingotto: piatti tradizionali ad alti livelli, prezzi popolari”.

Caffè Vini Emilio Ranzini, Torino

Dal punto di vista strettamente gastronomico, Torino è legata in modo indissolubile alle Langhe, al Roero e al Monferrato: zone da cui provengono non solo i celebri vini, ma anche molte materie prime d’eccellenza e alcuni piatti della tradizione. Come gli agnolotti, la pasta ripiena di carne e verdure, che secondo Luca Iaccarino è il vero piatto simbolo della cucina torinese, anche se scegliere una sola ricetta in un contesto così ricco è come “scegliere una sola canzone dei Beatles”. Cioè quasi impossibile.

Infatti Mariachiara Montera, food strategist originaria di Salerno ma ormai torinese acquisita (www.mariachiaramontera.it), estrae un altro coniglio dal cilindro della cucina torinese e sceglie come piatto del cuore la finanziera, una ricetta antica della cucina povera, a base di frattaglie: “È un piatto che, se cucinato bene, riesce a valorizzarle gli ingredienti come pochi. La finanziera parla di recupero, di attenzione, di valorizzazione di parti poco pregiate, di comfort: è una ricetta antica che è incredibilmente moderna”. 

Per Montera la cucina torinese, che nasce legata alle tradizioni, negli ultimi anni ha saputo ampliarsi, “come risposta a una domanda di cittadini che amano mangiare e sperimentare. In questo passaggio di flussi e testimoni, impossibile non citare il Contesto Alimentare, minuscolo ristorante che riesce a dare una marcia in più e una chiave di interpretazione personale a diversi piatti della cucina piemontese”.

 Ristorante Il Contesto Alimentare, Torino

written by Paolo Patrito