I falò di Pontremoli

photo by Andrew Hind
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Un’antica tradizione che continua a splendere

di Andrew Hind

Non c’è nulla di più ammaliante dello scintillio delle fiamme di un fuoco scoppiettante in una fredda notte d’inverno. E nessun altro posto ci riesce meglio del paesino toscano di Pontremoli. Ogni anno, due parrocchie della comunità – quella di San Nicolò e di San Geminiano (patrono del paese) – si sfidano nella creazione del falò più grande in ricordo della rivalità medievale tra i guelfi e i ghibellini. Pontremoli, un paesino di 7.000 abitanti, è situato tra le rassicuranti insenature di una vallata boschiva, circondato dagli aspri Appennini. Prende il nome – “ponte tremolante” –dal latino “pons” e “tremula.”  È quel tipo di comunità in cui sembra di poter toccare la storia con mano.

by Francesco Bola

“Pontremoli rappresenta il cuore della Lunigiana – ricchissima di storia, cultura e tradizioni,” fa notare lo storico Francesco Bola, accompagnatore turistico nonché autore di una guida. Nel Medioevo, era un importante punto strategico e commerciale, noto come “l’unica porta d’accesso alla Toscana,” trovandosi all’ingresso degli Appennini. Data la sua prosperità, per secoli le famiglie aristocratiche si sono battute per accaparrarsi il controllo della città. “Non sappiamo quando sia cominciata la tradizione dei falò, ma probabilmente dev’essere stato nel Medioevo,” spiega Bola. “I primi documenti a nostra disposizione risalgono al XVI secolo. Descrivono i Fallodia, falò accesi per celebrare le festività religiose, in segno di gioia. I falò con ogni probabilità avevano avuto inizio molto tempo prima, come celebrazione pagana nel periodo più freddo dell’anno, ma sono proseguiti fino al Medioevo per intrattenere la comunità locale e celebrare festività particolari.”   

La tradizione, un meraviglioso ritorno a un’altra epoca, continua ininterrotta ancor oggi. Già da settembre, giovani e ragazzini delle parrocchie rivali si riuniscono per raccogliere materiale secco, come rami e vegetazione bassa, per alimentare i falò. I partecipanti trascorrono quasi altrettanto tempo a cercare di sabotare gli sforzi dei rivali, motivo per cui, per far essiccare la legna da ardere, la si accatasta in luoghi segreti.

Ogni anno il 17 gennaio, la parrocchia di San Nicolò accende il suo falò sull’argine del fiume Magra, seguito dalla parrocchia di San Geminiano che l’accende il 31 gennaio lungo le sponde del Verde. Le pire torreggianti illuminano il cielo notturno con uno spettacolo mozzafiato.

by Francesco Bola

Ogni falò si sviluppa all’interno di una cornice di legno alta fino a 13 metri la cui costruzione può richiedere fino a 18 ore. La costruzione avviene interamente a mano, con 30 uomini che si danno il turno nel clima freddo di gennaio. Ci vuole grande competenza, dato che è necessaria una buona ventilazione affinché anche la legna più all’interno bruci costantemente. Una volta appiccato il fuoco, gli esponenti della parrocchia fanno tutto il tempo di guardia per evitare ‘amichevoli’ sabotaggi. 

Il paese intero e molti turisti si riuniscono per ammirare questi falò giganteschi. Entrambi gli eventi iniziano alle sette di sera e sono preceduti da fuochi d’artificio. La competizione amichevole viene vinta per acclamazione del pubblico e la tradizione vuole che la parrocchia vincitrice si assuma la responsabilità di portare ricchezza e raccolti abbondanti a Pontremoli nell’anno a venire.

Dove alloggiare

Hotel Napoleon: piccolo albergo a tre stelle con 30 camere, comodamente situato nel centro della città. Ottima scelta per chi vuole lasciare la macchina ed esplorare la città e le campagne circostanti a piedi. Il ristorante serve un misto di piatti tipici italiani e specialità locali.

Dove mangiare

Osteria oca bianca: ristorante accogliente che offre ottimi piatti a prezzi che non vi manderanno in rovina. Il ristorante apre solamente a pranzo nei giorni feriali ma serve sia pranzo che cena nel fine settimana. Tra i pezzi forte del menu troviamo i ravioli ripieni e l’arrosto cotto in un tegame di terracotta.

Da vedere

Castello del Piagnaro: situato in cima a una collina che domina Pontremoli, è uno dei maggiori castelli della regione e offre un panorama mozzafiato del paese. Al suo interno si trova il Museo delle Statue Stele che ospita sculture in pietra arenaria del basso Neolitico dette appunto Stele, piuttosto comuni in questa zona (www.statuestele.org). Cattedrale di Santa Maria Assunta: costruita nel XVII secolo, questa bellissima chiesa vanta una facciata in marmo in stile neoclassico e una cupola rivestita di rame.