The Power of Love Letters

Il Potere dell’Amore Amore mio caro, se solo sapessi quanto mi manchi

Sonia Cancian (traduzione Claudia Prestigiacomo)

“Tutto il giorno non faccio altro che pensare a te! Quanto tempo debbo ancora aspettare prima che ti possa riabbracciare??”

“Quando scrivi, pensa che tuo marito quando torna dal lavoro la prima cosa che fa guarda se c’è niente per lui, e solo al vedere la tua calligrafia, le passa la stanchezza.”

“Ho riletto le tue due ultime lettere, trovo in esse tanto sincero amore e tanto affetto, tanto conforto dalle tue parole che non puoi immaginare, esse mi portano tutto ciò che mi occorre per poter ancora amare, ancora sperare.”

Non appena queste parole mi si sono presentate dinnanzi su carta sottilissima usata di norma per la posta aerea negli anni ’40 e ’50, mi sono interrogata sul potere dell’amore, l’intensità degli affetti e delle parole, ed infine, sulla straordinaria telepatia che queste acqueforti del cuore hanno suscitato negli autori delle lettere. “Non troverai niente d’interessante in queste lettere,” ero stata messa in guardia da un partecipante potenziale alla ricerca prima di esaminare una raccolta di lettere. “Ma se le vuoi vedere, te le farò avere, sono solo una ventina di fogli.” Era la festa di compleanno di mio fratello e mentre la musica suonava ed amici e parenti festeggiavano, Renzo mi aveva confidato sottovoce delle lettere rimaste nascoste nella cantina di famiglia. Pochi anni prima che Renzo e sua moglie Ester s’innamorassero e si sposassero, Ester aveva intrattenuto un rapporto a distanza con un giovane ragazzo chiamato Giordano. Era il marzo 1957, anno nel quale Ester era stata costretta a lasciare la sua vita nella città eterna per raggiungere i fratelli maggiori a Montreal. Giordano, dal canto suo, era rimasto indietro a Roma alimentato dall’ardente speranza di un imminente ritorno della sua amata. Non sarebbe andata cosi’.

 Non appena recepita l’impellenza emotiva con la quale le lettere erano state scritte, la mia mente si è rivolta agli innumerevoli uomini e donne che erano stati separati dai propri cari – fidanzati, innamorati, sposi – in Italia e in Canada nei primi anni successivi alla fine della Seconda guerra mondiale. Com’era sentirsi amati così incondizionatamente ed essere tuttavia così profondamente divisi ? La distanza ha reso i loro cuori ancor più uniti? Si sono mai riunite le coppie separate? In quanto studiosa, ho anche riflettuto sulle difficoltà del portare alla luce storie d’amore straordinarie narrate attraverso lettere. Come sono sopravvissute queste lettere al tempo? In quali condizioni? E cosa possono rivelare riguardo alle confluenze tra amore roman tico e immigrazione? Il genere letterario stesso suscita una panoplia di domande riguardo argomenti quali alfabetismo, cultura stampata, genere, e forme accettabili nel descrivere gli affari del cuore, per non parlare del bisogno onnicomprensivo di fare bella figura quando la lettera, in molti modi, rappresenta l’unico legame con il tuo amore.

Le lettere sono storicamente oggetto di profondo interesse sin dall’antichità. Le lettere pubbliche e private riguardanti la famiglia, il lavoro, la sfera spirituale, o le questioni intime e personali sono fondamentali per trasmettere informazioni. Tuttavia, nella composizione delle lettere, la lettera d’amore è stata, e resta, la quintessenza. Pertanto, mentre molti di noi congetturano che le tecnologie digitali abbiano decisamente soppiantato l’arte antica della composizione delle lettere, dovremmo domandarci se l’effetto di una lettera d’amore sia lo stesso se inviata via e-mail, messaggio di testo o altre tecnologie digitali. In altre parole, la tecnologia conta nel modo in cui esprimiamo e comprendiamo le emozioni romantiche?

E cosa dire riguardo le lettere degli immigrati? Durante l’infanzia, spesso mio padre tornava alle lettere di famiglia conservate in una valigia di cartone verde scuro con la quale aveva inizialmente traversato l’Oceano Atlantico sulla S.S. Argentina nel dicembre del 1951. Come altri immigrati, aveva custodito con cura le trenta lettere o giù di lì che i suoi genitori gli avevano spedito durante i suoi primi anni di vita in Canada.

Sebbene questa corrispondenza suscitasse in me un certo interesse, è stato durante una visita a mia nonna Maria a Spilimbergo (Pordenone) nel 1986 che la mia curiosità riguardo le lettere, e specialmente le lettere d’amore, si è rafforzata. In cucina, sotto lo sguardo attento di mia nonna, sono stata testimone in prima persona dell’amore che si era sprigionato tra i miei nonni in qualità di giovani sposini. Mio nonno Giovanni era emigrato ad Amiens, Francia, per lavorare in una fabbrica di mattoni di cemento poco dopo il loro matrimonio nel 1929. Per rimanere in contatto, si scambiavano lettere. Con parole elegantemente presentate, pensieri attentamente allegorizzati, e vezzeggiativi d’amore, delicatamente ponderati, le lettere giacevano ordinatamente una accanto all’altra in una scatola di scarpe bianca – mai più rivista. Non fu scattata alcuna fotografia di quel momento memorabile condiviso da me e mia nonna. Tuttavia, le parole di mio nonno a chiusura delle lettere “tuo per sempre” rimarranno saldamente impresse nei ricordi del mio cuore.

“Le lettere d’amore dritte dal tuo cuore, ci tengono tanto vicini mentre siamo lontani, non sono sola di notte, quando ho tutto l’amore che scrivi. Memorizzo ogni riga, bacio il nome con cui firmi. E, tesoro, poi leggo di nuovo dal principio, le lettere d’amore dritte dal tuo cuore.” Come recitano le parole di Love Letters, canzone del 1945 recentemente rilanciata da Diana Krall, le lettere d’amore sono più di uno strumento di romanticismo nostalgico.

Infatti, c’è nelle lettere d’amore molto più di quanto si possa pensare: il tempo, l’attenzione, lo sforzo richiesto per trasmettere pensieri intimi ed affetto con un linguaggio che di norma non utilizzeremmo in conversazioni faccia a faccia; l’effetto della carta toccata dalla mano di un innamorato assente, e la calligrafia che svela insistentemente le sue preoccupazioni pressanti. Tutti questi elementi offrono una costellazione di significati che vanno ben oltre le parole. Rappresentano una parte vitale dell’umanità.