Una città incastonata nella roccia

Matera nominata Capitale Europea della Cultura

di Marisa Iacobucci

Un tempo era una delle città più povere d’Europa, ma quest’anno Matera è stata incoronata Capitale europea della Cultura per il 2019. “Matera è la prima città dell’Italia meridionale a ricevere questo riconoscimento. I lucani sparsi in tutto il mondo ne sono orgogliosi. È una celebrazione delle nostre radici, della nostra storia, della nostra eredità culturale e di quanta strada abbiamo fatto,” afferma Maddalena Stoduto Scittarelli, presidente della Federazione delle Associazioni Lucane del Canada, in Quebéc.

La città di Matera, situata in un angolo remoto della piccola regione meridionale della Basilicata (nota anche con l’antico nome di Lucania), è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1993. È famosa per i suoi Sassi, abitazioni scavate nell’arenaria e risalenti all’epoca preistorica del villaggio. Oggi, sempre più turisti visitano Matera per ammirare quelle grotte, difficili da raggiungere, convertite in hotel, ristoranti e attrazioni storiche. Tuttavia, all’ombra di quelle grotte si nasconde una storia di abbandono e vergogna nazionale. “Dopo la Seconda guerra mondiale, la gente viveva in condizioni terribili all’interno di quelle grotte. C’erano povertà e malattia,” spiega Mike Lombardi, Presidente dell’Associazione Basilicata di Vancouver.  “I pastori vivevano con i loro animali. Non avevano acqua corrente, elettricità o fognature adeguate.”   

Nel 1945, il resto della nazione fu costretta a prendere atto di quelle condizioni disperate quando il pittore, scrittore e attivista ebreo dr. Carlo Levi ne parlò nel suo libro – Cristo si è fermato ad Eboli.  Nel 1952, l’allora Primo ministro, Alcide De Gasperi, dichiarò lo stato d’emergenza. “Alle persone vennero fatti lasciare i Sassi e furono trasferite in aree più moderne della regione. Le abitazioni nella roccia rimasero deserte per decenni finché Matera divenne patrimonio dell’umanità,” dice Lombardi.

Non molto dopo, nel 2004, Matera diventò il set cinematografico del film di Mel Gibson La passione di Cristo, dando così notorietà internazionale alla regione. Frank Miele, professore di economia di Toronto e “cultural partnership chairman” della Basilicata Cultural Society of Canada vede nella nomina di Matera una storia di sviluppo economico. “La interpreto come una storia meravigliosa di come le persone di quella comunità abbiano identificato i Sassi come un bene economico, dal punto di vista cinematografico e turistico, e li abbiano usati per tirarsi fuori dal loro stato di povertà,” dice. “Il 2019 è un punto di svolta affinché quella di Matera diventi una comunità di prima classe.”

Matera ha ufficialmente assunto il titolo di Capitale della Cultura il 19 gennaio 2019 con la cerimonia inaugurale tenutasi su entrambe le sponde. Ma, come afferma Scittarelli: “Festeggiamo sin da quando l’Unione Europea ha conferito questo titolo a Matera nel 2014.” Miele (che in precedenza, per 17 anni, è stato commissario per lo sviluppo economico per la città di Vaughan) assieme ad altri membri del consiglio, è stato incaricato di creare un gemellaggio culturale tra la Città di Toronto e Matera. “Firmato nel giugno 2017 a Matera, l’accordo s’incentra su problematiche chiave che gravitano attorno allo sviluppo economico, culturale, pedagogico e dello sport” spiega.

Uno dei maggiori progetti, conseguenza di questa collaborazione, comprende la creazione di una Matera città intelligente e digitale. “Miriamo a realizzare una versione potenziata della nostra storia, arte e cultura di modo che i turisti in visita nella comunità che ricorrono alla tecnologia possano godersi appieno l’esperienza fatta a Matera. Ciò implica il raggiungimento di una connettività a 5G nell’area e il fare evolvere Matera dallo stato di comunità della pietra.”    

Tra le altre iniziative vi sono la creazione di opportunità di lavoro nelle province della Basilicata, esposizioni culturali d’arte, collaborazioni artistiche tra i cantautori di Matera, borse di studio per gli studenti, tornei sportivi, un programma di interscambio alla scuola superiore e la creazione di un libro di ricette tradizionali lucane. “Questi scambi culturali sono delle opportunità a lungo termine che dobbiamo coltivare affinché tutti quelli coinvolti possano vederne gli sviluppi e i miglioramenti” spiega Miele.